Come si richiede un prestito personale e per cosa si può destinare

Le società occidentali sono considerate consumistiche. La cultura del “consumare” appartiene all’acquirente medio sia esso europeo o statunitense. Si acquista un viaggio. Si compra un’auto, una nuova, una di riserva, una per le escursioni in montagna. Si compra il nuovo smartphone per scattare le foto delle vacanze da condividere sui social con gli amici. Per realizzare molti di questi sogni sovente si ricorre ad un finanziamento come si può leggere su ilprestitoperme.com.

Sono diverse le motivazioni che inducono a richiedere un prestito. Ci sono diversi metodi di finanziamento. Ciascun istituto di credito propone alla clientela diverse soluzioni. Ciascuna di esse risponde a differenti esigenze.

Cos’è un prestito

Il finanziamento erogato da un istituto di credito va a favore del soggetto richiedente che può essere una persona fisica o anche un’azienda. Chi ottiene il prestito sottoscrive degli impegni. Innanzitutto deve rimborsare il finanziamento mediante delle rate mensili. Ma vanno rispettate le condizioni temporali del piano di rimborso. I prestiti vengono concessi sia dagli istituti bancari sia dalle finanziarie. Il richiedente deve presentare delle garanzie per dimostrare che il soggetto sia solvibile e quindi possa fronteggiare alla restituzione della somma prestata e dei relativi interessi. Per evitare disguidi è sempre bene esporsi nei limiti delle proprie reali capacità finanziarie.

La solvibilità si dimostra con la busta paga o con la proprietà di beni immobili. Non bisogna poi essere segnalati nella Centrale Rischi. Ciascun istituto di credito valuta in modo autonomo il livello di affidabilità del soggetto che richiede il prestito. Le garanzie vengono richieste in modo crescente in relazione all’entità dell’importo richiesto e alla solvibilità della persona finanziata. Chi è cliente di una Banca in qualità di correntista di norma ha un canale preferenziale. Tuttavia non tutte le banche sono disponibili ad accordare un prestito. Mentre alcuni istituti finanziari sono meno rigidi nelle valutazioni.

Per chiedere un finanziamento: quali sono i requisiti

Sul il prestitoperme.com vengono elencati quali sono i requisiti per accedere ad un prestito. Innanzitutto ci sono dei limiti d’età. Si va dai 18 ai 75 anni. Quindi bisogna essere maggiorenni e neanche superare una determinata età. Il richiedente deve indicare la sua professione e le fonti di reddito disponibile. Tantissimo incide il livello di affidabilità. Se si figura tra i cattivi pagatori difficilmente si ottiene un prestito.

Serve disporre della documentazione personale e reddituale. Bisogna presentare un documento d’identità in corso di validità. Inoltre va specificato se ci sono altri eventuali prestiti in corso. Bisogna attestare il proprio reddito presentando la busta paga in caso di lavoratori dipendenti. Nel caso dei pensionati è necessario attestare il reddito da pensione. Per i lavoratori autonomi e liberi professionisti serve la dichiarazione dei redditi.

Se il prestito è finalizzato bisogna anche produrre la documentazione accessoria con il preventivo di spesa per certificare la finalità del prestito. La Legge impone che l’istituto di credito, in fase di stipula del contratto di finanziamento, proponga al richiedente l’adesione ad una polizza assicurativa. Questa tutela nel caso in cui non si riesca a provvedere alla restituzione del prestito per una serie di motivi. In queste motivazioni rientra il decesso del richiedente o della terza persona che figura come garante. Le polizze assicurative non sono però obbligatorie. Tuttavia possono essere cautelative in presenza di prestiti elevati. Il costo della polizza dipende dall’importo del prestito e viene addebitato in via anticipata.

E’ possibile fare richiesta di prestito mediante la cessione del quinto di stipendio o pensione. In questo caso la polizza diventa obbligatoria. Infatti questo prestito prevede la restituzione mensile delle rate. Queste vengono decurtate direttamente dallo stipendio o dalla pensione. Le rate non possono superare un quinto dell’ammontare della busta paga o del cedolino pensionistico.