11 Ottobre 2026
Culture

Casini lascia la Camera, punta al Quirinale: il trasloco più breve della storia, da una poltrona all’altra

Pier Ferdinando Casini, 70 anni, dentro dal 1983. Non ha mai fatto altro: professionista della politica puro.

La sua carriera è un campionario di casacche: DC (1979-94), CCD (1994-2002), UDC (2002-2016), Centristi per l’Europa (dal 2017).

Con Berlusconi nel ’94, contro Berlusconi nel 2008, con Monti, con Renzi, fino a farsi eleggere senatore nel PD nel 2022 a Bologna. È sopravvissuto a Bossi, Berlusconi, Renzi e ai 5 Stelle perché non ha mai avuto una linea, solo una poltrona.

Perché lascia ora? Perché tra due anni si vota per il Quirinale e lui è da tempo tra i papabili.

La sua risposta è da manuale DC: “Al Quirinale non ci si candida, si viene eletti”.

Tradotto: faccio un passo indietro dal Parlamento per sembrare super partes, istituzionale, da padre nobile.

È una mossa a scacchi: “la volata si lancia da lontano, anche facendo un passo indietro”.

Dopo 44 anni senza mai chiedere un voto fuori dalle liste bloccate, ora cerca l’unica poltrona che non richiede voti popolari, ma solo l’accordo dei partiti.

Il capolavoro finale del professionista.