La Vuelta 2026 parte da Monaco: 132 agenti della Guardia Civil per la sicurezza della corsa
È tutto pronto per il via della Vuelta a España 2026, che prende il via oggi, sabato 22 agosto, con una spettacolare cronometro individuale sulle iconiche strade del Principato di Monaco.
Per il terzo anno consecutivo, la Gran Salida della Vuelta avviene fuori dalla Spagna. L’edizione numero 81 torna inoltre ad aprirsi con una frazione contro il tempo, come già accaduto nel 2024.
Non sarà però un semplice prologo. Con i suoi 9,4 chilometri, la cronometro inaugurale supera infatti la distanza degli otto chilometri e presenta un percorso particolarmente tecnico. Una sfida breve ma intensa, nella quale ogni curva e ogni secondo potranno fare la differenza e offrire già le prime indicazioni in vista della classifica generale.
La posta in palio è immediatamente prestigiosa: al termine della prova verrà assegnata la prima Maglia Rossa dell’edizione 2026, in uno scenario unico e al cospetto delle massime autorità del Principato.
A garantire la sicurezza di questa prima tappa internazionale è già operativa a Monaco la Unidad de Movilidad y Seguridad Vial (UMSV) della Guardia Civil. Il dispositivo accompagnerà la corsa nel suo percorso internazionale, che attraverserà Monaco, Francia e Andorra prima dell’ingresso in territorio spagnolo.
La dimensione internazionale della Vuelta richiede una stretta collaborazione tra le forze di sicurezza dei diversi Paesi. Gli agenti della Guardia Civil lavoreranno infatti insieme alla Polizia del Principato di Monaco, alla Gendarmerie Nationale francese e alla Polizia di Andorra.
Per il passaggio della corsa in Spagna, la UMSV ha previsto un imponente dispiegamento: saranno complessivamente 132 guardias civiles, appartenenti a diverse specialità, impegnati nel dispositivo di sicurezza.
Una presenza fondamentale per proteggere corridori, squadre, organizzatori e pubblico e per assicurare il regolare svolgimento di una delle più importanti competizioni ciclistiche internazionali.
Ma prima ancora delle strade spagnole, gli occhi sono puntati su Monaco. 9,4 chilometri ad altissima velocità, un percorso tecnico e una prima Maglia Rossa da conquistare: la Vuelta 2026 comincia subito con una sfida capace di lasciare il segno.
Pogacar parte da favorito, caccia alla Tripla-Corona
La Vuelta a España 2026 è l’ultimo grande giro della stagione e gli occhi sono inevitabilmente puntati su Tadej Pogacar. Lo sloveno, reduce dal quinto successo al Tour de France, torna alla Vuelta per la seconda volta in carriera, dopo l’esordio del 2019, quando da neo-professionista riuscì a conquistare tre vittorie di tappa e il terzo posto nella classifica generale.
Sette anni dopo, le aspettative sono completamente diverse. Pogacar è il grande favorito e un piazzamento fuori dal primo posto sarebbe considerato un risultato al di sotto delle attese. Il campione della UAE Team Emirates XRG ha inoltre davanti a sé un obiettivo storico: in caso di vittoria a Madrid, diventerebbe il nono corridore nella storia a completare la Tripla-Corona, conquistando Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España.
A rendere ancora più favorevole il pronostico è l’assenza del campione uscente Jonas Vingegaard, costretto a rinunciare alla Vuelta dopo la frattura della clavicola rimediata al Tour de France e intenzionato a tornare alle competizioni ufficiali nel 2027.
Tra gli avversari più attesi c’è Primoz Roglic, quattro volte vincitore della Vuelta e tra i corridori più esperti nella corsa spagnola. Dopo l’incidente di fine luglio, però, resta da capire quale sarà la sua condizione. In casa Visma | Lease a Bike la responsabilità della classifica generale ricadrà invece su Sepp Kuss, vincitore della Vuelta nel 2023.
Particolare attenzione anche a Felix Gall, secondo all’ultimo Giro d’Italia, che rappresenta uno degli avversari più credibili per Pogacar, e a Richard Carapaz, protagonista nell’ultima settimana del Tour de France con due vittorie di tappa e la conquista della maglia a pois di miglior scalatore.
La Vuelta parte dunque con un favorito nettissimo, ma con una lunga strada davanti: 21 tappe ancora da correre, montagne, cronometro e tre settimane di gara potrebbero trasformare un pronostico apparentemente già scritto in una delle sfide più interessanti della stagione ciclistica.
