La monarchia rimane largamente popolare nel Regno Unito

Elisabetta la Grande. È la Sovrana che ha regnato più a lungo di ogni altro monarca britannico. Ma per il Guardian potrebbe passare alla storia come Elisabetta l’Ultima perché dopo di lei finirebbe la monarchia e il Regno Unito diventerebbe una repubblica.

L’ipotesi è una provocazione ma riapre il dibattito sul senso di una moderna democrazia basata su un sistema ereditario per scegliere il capo dello Stato. La Regina ha usato un’antica prerogativa di corte, il Queen’s Consent, per negoziare in via segreta delle modifiche ad almeno quattro leggi prima che venissero presentate al Parlamento. In ciascun caso, allo scopo di mantenere il riserbo sulle proprie ricchezze private, uno dei patrimoni più vasti di Gran Bretagna. E in una quinta occasione, su pressioni dell’erede al trono, per proibire ai residenti nel territorio del ducato di Cornovaglia, di proprietà del principe Carlo, di potere acquistare le case in cui abitano e così lasciarle in eredità ai figli.

In via ufficiale nel Regno Unito il monarca non ha alcun potere effettivo. Agisce su consiglio del governo, limitandosi a firmare le leggi che gli o le vengono sottoposte. Un famoso costituzionalista del passato sosteneva che il sovrano dovrebbe firmare perfino “la propria condanna a morte”, se Downing Street decidesse un provvedimento del genere. La rivelazione del Guardian ha messo in luce che talvolta il governo agisce su consiglio della Regina. Una verità nascosta, piuttosto imbarazzante per i Windsor ma pure per i tre poteri dello Stato.

La monarchia rimane largamente popolare, approvata nei sondaggi dal 75% degli interpellati, anche grazie a Elisabetta II, che nei suoi 7 decenni di Regno non ha mai commesso errori, tranne nel caso della tragica morte della principessa Diana, quando la sua ritrosia a mostrare cordoglio le alienò le simpatie dei sudditi e ci volle l’intervento di Tony Blair, allora primo ministro, a farle mutare atteggiamento. Gli obbedì, ma non gliel’ha mai perdonata, rifiutandosi di assegnargli l’Ordine della Giarrettiera, come vorrebbe la prassi per tutti gli ex-premier, e di invitarlo al matrimonio del nipote William con Kate.

Ma è una popolarità in declino, come indica un recente rilevamento di YouGov, specie tra le generazioni più giovani, tra le quali solo il 67% vorrebbe mantenere la monarchia. E in Scozia solo il 57%. A sua volta Carlo è molto meno popolare. A meno che la dinastia non salti un turno, con l’abdicazione di Carlo a favore del figlio William, più giovane, più popolare e più propenso a modernizzare la monarchia, con meno fasto e più basso profilo.