CBD e i suoi derivati: l’Italia si allinea alla cultura europea

In Italia per tanti anni parlare di cannabis, di CBD e suoi derivati, è stato un tabù. Troppi luoghi comuni e scarsa informazione in materia hanno gettato ombre su questa pianta. Negli ultimi anni l’Italia però si è allineata al resto della cultura europea dove da tempo ad esempio erano noti ed apprezzati olio CBD e i suoi benefici sull’organismo.

Approfondiamo il tema partendo dalla pianta di canapa da cui deriva la cannabis. Di essa ci sono molte varietà tra cui la cannabis indica e la cannabis sativa. Quella sativa si classifica come canapa comune. In Italia la cannabis è legale per uso terapeutico dal 2013.

La pianta di cannabis contiene cannabinoidi, i principi attivi della pianta. Esistono oltre 104 diversi cannabinoidi tra i quali CBD e THC. I cannabinoidi entrano e agiscono sul sistema nervoso, il quale, tra le altre cose, può ridurre gli spasmi ed allo stesso tempo avere un effetto lenitivo e analgesico. Gli effetti più noti dei cannabinoidi sono quelli psicotropi.

La cannabis terapeutica è un farmaco approvato. Il suo principio attivo si può produrre naturalmente o sinteticamente. La preparazione naturale proviene da estratti che vengono ottenuti dalla pianta stessa. Non bisogna però fare confusione. Usare la cannabis per scopi terapeutici fumando l’erba è ad oggi illegale in Italia. La cannabis ad uso terapeutico è una tipologia specifica di alta qualità o sotto diverse forme come l’olio. La cannabis per scopi medici è fabbricata da una compagnia farmaceutica autorizzata. C’è quini la certezza sugli ingredienti e le concentrazioni delle sostanze.

Si possono creare sinteticamente dei cannabinoidi specifici come il THC nella sua forma più pura. Alcuni esperti ritengono che il prodotto artificiale non può essere allo stesso livello di quello naturale.

L’olio derivato dalle piante è disponibile in diverse forme, inclusi i più famosi olio di cannabis-THC e olio di canapa-CBD. Questi due cannabinoidi hanno funzioni differenti. È disponibile anche olio di cannabis che combina CBD con THC.

Il THC è la sostanza psicotropa (agisce sulle funzioni psichiche) contenuta nella pianta di canapa. È il motivo per cui c’è tolleranza zero nel contenuto di THC nel corpo quando si è alla guida. Il THC può dare una sensazione di euforia ma ha un effetto antidolorifico, incluso su dolori cronici e neuropatici, antinausea, anticinetosico, stimolante dell’appetito e riduce la pressione endoculare. L’olio di cannabis con THC può avere leggeri effetti stupefacenti, dipende dai dosaggi.

Il CBD è un cannabinoide. Nella sua forma pura non è contemplato tra le sostanze stupefacenti illegali. Il CBD non ha lo stesso effetto inebriante o euforico del cannabinoide THC. Il cannabidiolo è rilassante per i muscoli. Inoltre ha effetti sedativi, ipnotici, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti e antinfiammatori.

In Italia è legale coltivare varietà di canapa certificate a livello europeo, la cannabis light, con un contenuto di THC che non superi lo 0,2%. La legge riconosce la piena ammissibilità nella coltivazione di canapa, eliminando anche l’obbligo di richiedere l’autorizzazione alle forze dell’ordine per poter avviare la semina. Chiunque può avviare questa attività purché si tratti sempre di semi che fanno parte di una lista approvata dall’Unione Europea.