Due mamme, due città e 250 chilometri di distanza, che viene annullata dalle lettere che si sono scritte

Due mamme, due città e 250 chilometri di distanza. La distanza viene “annullata” dalle lettere che si scrivono in tempo di quarantena, raccolte in un diario dal titolo “Il filo sottile del coraggio” a cura della giornalista fiorentina, Gaia Simonetti ed edito da Maria Pacini Fazzi Editore.

Le due mamme, Giovanna Carboni di Cerreto Guidi (provincia di Firenze) e Camilla Tommasi di Montemerlo, a pochi chilometri da Vo’, (in provincia di Padova), non si conoscevano, hanno perso entrambe un figlio e con le lettere si raccontano la vita che scorre, con il suo carico di dolore, ma anche l’incedere del coraggio che, come un filo, si intreccia alle loro esistenze. Hanno ancora occhi che si posano sul futuro. Raccontano dei preparativi per il matrimonio della figlia che si sono interrotti, della torta appena sfornata, del fiore spuntato nel giardino, dei capricci del telefonino durante le video-chiamate.

Nel libro si trovano anche i disegni di Daniele e Giorgia, nipotini di Giovanna, mamma e giovane nonna, che raffigurano il mostro-virus, che soccombe.  Il libro, dedicato a tutti coloro che non ce l’hanno fatta e a chi è impegnato a salvare vite umane, si lega ad un progetto sociale. Parte dei proventi dalla vendita del libro saranno devoluti per un progetto del Centro Arcobaleno di Castiglione dei Pepoli (Bologna) che si occupa di persone con disabilità.

“Scrivendoci lettere è nata un’amicizia- dicono le mamme- e condividere anche un peso enorme può aiutare a riprendersi la vita.  Il coraggio è quella luce che cerchiamo e fatichiamo a trovare in fondo al tunnel”. “Ci vuole coraggio per sopravvivere alla morte di un figlio, tanto coraggio…” scrive Camilla. Risponde Giovanna. ” Il coraggio serve. Ha preso le mie gambe e mi ha fatto camminare in una vita sospesa, in una vita nuova”.