Sport invernali trainano il turismo in Lombardia

Gli sport invernali fanno da volano al turismo della Lombardia. A certificarlo sono i dati della Camera di Commercio Milano, Monza Brianza e Lodi. Infatti ammonta a oltre 267 milioni di euro il giro d’affari nel 2018 generato dalle imprese della ricettività, commercio e ristorazione attive nei comuni montani della Lombardia dove sono presenti sedi di scuole di sci. Si tratta di una quarantina di Comuni concentrati tra le province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Sondrio, nei quali, grazie alla presenza di scuole da sci e degli impianti sciistici, i ricavi delle vendite delle imprese del commercio al dettaglio arrivano complessivamente a oltre 161 milioni di euro, 79 milioni di euro vanno al comparto della ricettività e oltre 26 milioni di euro a tutte le imprese dei servizi di ristorazione.

“Lo sci e, in generale, gli sport invernali creano ricchezza e danno impulso allo sviluppo del territorio” ha dichiarato l’assessore allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Martina Cambiaghi. “Un indotto già positivo e destinato ad aumentare in vista della candidatura di Milano e Cortina per le Olimpiadi del 2026. È su questa scia che Regione Lombardia sta già lavorando per diffondere la pratica degli sport invernali con lo ‘Skipasslombardia’, la tessera ‘pay per use’ valida in tutta la Regione, che permette di evitare le code, sciare quanto si vuole e pagare, la sera, con addebito su carta di credito, esattamente per quanto sciato”.

Sono 44 le società in tutta la regione che gestiscono 223 impianti funzionanti tra skilift, tappeti, seggiovie, telecabine e funivie. Chi scia in Lombardia può contare su 1000 km di piste suddivise in 22 comprensori. Oltre alle aziende che lavorano direttamente grazie agli impianti di risalita, con un fatturato diretto annuo di 100 milioni e 1200 persone impiegate, va considerato l’intero comparto del sistema neve, in tutte le sue componenti che vanno dal settore ricettivo a quello ristorativo, dagli impianti alle scuole di sci, dai servizi di noleggio al commercio sino al divertimento. Le scuole di sci (alpino e nordico) e snowboard in Lombardia sono 68, i maestri di sci sono più di 2 mila così suddivisi: per lo sci alpino 1570, per lo snowboard 280 e per lo sci nordico (fondo) 150.

L’indotto per la provincia di Sondrio, sede di scuole di sci (Aprica, Bormio, Chiavenna, Chiesa in Valmalenco, Gerola Alta, Madesimo, Livigno, Teglio, Tirano, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva), supera complessivamente i 217 milioni di euro tra acquisti, cene fuori e alloggi in hotel, b&b e case vacanza. Nel complesso risulta la provincia più ricettiva alla pratica sportiva invernale con le città candidate a ospitare le Olimpiadi 2026 in netta crescita: Livigno è in testa con 583 imprese tra negozi, alloggi e ristoranti, segue Bormio con 220 imprese.

Nella provincia di Brescia, sede di scuole sci (Artogne, Bagolino, Borno, Collio, Edolo, Pisogne e Ponte di Legno), i ricavi per le imprese del commercio, dell’alloggio e della ristorazione sono più di 27 milioni di euro. Nel Bresciano il primo Comune montano legato al business della neve è Ponte di Legno con 118 imprese. Seguono, per vivacità commerciale legata al turismo invernale, Edolo e Pisogne (rispettivamente 117 e 116 imprese), poi Bagolino (108).

Il giro d’affari per i Comuni bergamaschi con scuole di sci (Branzi, Castione della Presolana, Colere, Foppolo, Gromo, Piazzatorre, Schilpario, Selvino, Serina, Valbondione, Valleve, Valtorta) ammonta a oltre 9 milioni di euro. I Comuni che contano più aziende sono Castione della Presolana (120), seguito da Selvino (78).

Per i Comuni comaschi (Asso e Bellagio) i ricavi sono attorno ai 13 milioni di euro e oltre 1 milione per la provincia di Lecco con scuole da sci (Barzio, Bellano, Introbio e Margno). Nel Comasco il primo Comune è Bellagio con 84 negozi, 30 attività di alloggio e 46 nella ristorazione. A Lecco sono Bellano e Barzio a contare più imprese del commercio, ricettività e alloggio (rispettivamente 64 e 50 imprese).