Il 29 aprile a Tarquinia per scoprire la bellezza dell’arte etrusca

L’antica terra degli Etruschi regala emozioni agli amanti dell’arte e i vacanzieri che cercano qualcosa in più, a caccia di tesori. Tarquinia è tra questi gioielli. “Un nuovo appuntamento e una nuova occasione per visitare la tomba degli Scudi e scoprire la bellezza dell’arte etrusca”. Sono le parole di Lorella Maneschi, capo delegazione del Fai Viterbo, sull’apertura del gioiello etrusco in programma il 29 aprile, alle ore 17, nell’ambito di “Aperti per restauro”.

La tomba degli Scudi: la visita

L’iniziativa nasce dall’accordo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area di Roma metropolitana, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e il comitato Fai di Viterbo. “Continuiamo il nostro impegno di volontari per promuovere le bellezze della Tuscia – prosegue la Maneschi – Stiamo avendo grandi soddisfazioni. L’apertura dell’isola Bisentina per le Giornate Fai di Primavera è stata uno straordinario successo”.

“Ora torniamo a proporre la visita alla tomba degli Scudi. Per i prossimi mesi stiamo pensando a nuove iniziative, su tutto il Viterbese”. L’intervento di restauro della pellicola pittorica dell’ambiente principale della Tomba degli Scudi è stato realizzato con il contributo messo a disposizione da “I luoghi del cuore”, il censimento dei beni artistici e ambientali italiani promossa dal FAI insieme a Intesa San Paolo.

La prenotazione alle visite è obbligatoria per telefono al 338 3211260 o per email viterbo@delegazionefai.fondoambiente.it. Possono accedere alla tomba solo piccoli gruppi, per non alterare il delicato equilibrio ambientale delle stanze.

La tomba degli Scudi: la sua storia

Fu rinvenuta nel 1870 in località “Primi Archi” e chiamata, subito dopo la scoperta, “Tomba Marzi”. Situata poco distante dal Calvario, è una delle più grandi tombe di Tarquinia. E’ anche un tipico esempio di ipogeo gentilizio del primo ellenismo.

La pianta simula quella di una casa con atrio centrale su cui si aprono tre ambienti, uno sul fondo e due laterali. Solo il vano centrale e la camera di fondo sono decorati. I soffitti sono a doppio spiovente, con travi in rilievo nel vano principiale.

La tomba presenta numerose iscrizioni dipinte, riferibili alla famiglia Velcha, proprietaria del sepolcro, importante e potente “gens” tarquiniese nota anche dalla tomba dell’Orco I. Erano qui sepolti anche illustri personaggi appartenenti ad altre famiglie gentilizie, come quella degli Aprthna e dei Camna.

Le scene più significative della camera centrale sono disposte nella parete frontale e in quella destra, dove sono raffigurate rispettivamente due coppie. Sulla parete d’ingresso sono raffigurate scene di corteo che alludono al viaggio verso l’aldilà di Larth Velcha, scortato dai littori, la cui presenza sottolinea la dignità della carica di magistrato ricoperta in vita dal defunto.

Il fregio d’armi nella camera di fondo, in cui sono raffigurati gli scudi che danno il nome alla tomba, vuole forse evidenziare il ruolo preponderante svolto in campo militare dai membri dell’aristocratica famiglia. La decorazione della tomba è esemplificativa dei programmi figurativi dei grandi sepolcri gentilizi di età ellenistica ed è tesa a celebrare le virtù ed il rango della famiglia Velcha.