Parigi e altre dieci città francesi chiedono di rendere permanente il controllo degli affitti
Parigi e altre dieci grandi città francesi si mobilitano per chiedere al governo di rendere permanente il controllo degli affitti, ampliandolo e rafforzandone i meccanismi di applicazione. L’appello arriva mentre incombe la possibile scadenza del sistema prevista per novembre.
Venerdì 11 settembre, i sindaci e i rappresentanti di numerose città francesi si sono riuniti a Parigi per chiedere che il controllo degli affitti non venga cancellato proprio nel momento in cui il Paese affronta una grave crisi abitativa.
Tra le città coinvolte figurano Lione, Marsiglia, Montpellier, Lille, Rennes, Grenoble, Villeurbanne, Amiens, Pau e Bayonne, oltre alla capitale. Insieme a diverse organizzazioni non profit, tra cui la Fondazione per l’edilizia abitativa per i disagiati, gli amministratori locali hanno chiesto al governo e al Parlamento di intervenire rapidamente.
A Parigi, secondo i dati diffusi dalla città, il sistema avrebbe prodotto risultati concreti. Introdotto nel luglio 2019, il controllo degli affitti avrebbe contribuito a contenere del 5,2% la crescita dei canoni. Per gli inquilini, questo si tradurrebbe in un risparmio medio di quasi 1.000 euro all’anno rispetto allo scenario che si sarebbe verificato senza il dispositivo.
Il sistema, nato come programma sperimentale e attualmente applicato in circa 70 aree, rischia però di arrivare alla scadenza già a novembre.
Per i sindaci, la soluzione non è soltanto prorogare il provvedimento, ma renderlo stabile e permetterne l’adozione anche in altre realtà locali che intendono introdurlo. L’obiettivo è inoltre rafforzare i controlli e rendere più efficaci i meccanismi di intervento nei confronti dei proprietari che non rispettano i limiti previsti.
Il messaggio degli amministratori è netto: il controllo degli affitti rappresenta uno strumento di tutela per le famiglie, contribuisce a contenere la crescita dei canoni e può sostenere il potere d’acquisto degli inquilini.
La richiesta rivolta al governo e ai parlamentari è quindi quella di trasformare definitivamente il sistema in uno strumento strutturale della politica abitativa francese, ampliandone allo stesso tempo la portata e l’efficacia.
