27 Luglio 2026
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Carburanti alle stelle, Francesco Stinà (Futuro Nazionale): “Benzina e diesel fuori controllo. Perché in Italia costano molto più che in Spagna?”

L’esponente di Futuro Nazionale punta il dito contro il caro carburanti e chiede spiegazioni sulle differenze di prezzo tra Italia e altri Paesi europei

La situazione di benzina e diesel è completamente fuori controllo”. È l’allarme lanciato da Francesco Stinà, esponente di Futuro Nazionale, che interviene sul nuovo aumento dei prezzi dei carburanti e sulle differenze, a suo giudizio difficili da spiegare, tra l’Italia e altri Paesi europei.

Secondo Stinà, in Italia i prezzi medi alla pompa sulla rete ordinaria urbana si manterrebbero su livelli particolarmente elevati: circa 1,91-1,95 euro al litro per la benzina, mentre il diesel avrebbe superato in molte regioni la soglia dei 2 euro al litro, con punte ancora più alte lungo la rete autostradale.

Il confronto indicato dall’esponente politico è quello con la Spagna, dove – secondo la sua analisi – entrambi i carburanti si attesterebbero su valori sensibilmente inferiori, intorno a 1,60 euro al litro, con un risparmio stimato per gli automobilisti che può arrivare a 15-25 euro su un pieno medio da 50 litri.

Sono entrambe nazioni in Europa? Lo stretto bloccato che sta generando questi aumenti è lo stesso?”, domanda Stinà, riferendosi alle tensioni internazionali e alle difficoltà nei trasporti energetici che hanno contribuito alla crescita dei prezzi.

Il rappresentante di Futuro Nazionale contesta inoltre chi sostiene che il Governo non abbia responsabilità dirette e non possa intervenire: “Chi afferma che il governo non ha colpe e non può farci nulla, mi può spiegare gentilmente perché?”, scrive nella sua dichiarazione.

Il tema del caro carburanti resta al centro del dibattito politico ed economico. Il prezzo finale alla pompa dipende infatti da diversi fattori: quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati, andamento del cambio euro-dollaro, costi di trasporto e distribuzione, ma anche dalla componente fiscale, che in Italia incide in modo significativo sul costo complessivo di benzina e gasolio.

La differenza con altri Paesi europei, come la Spagna, viene spesso attribuita proprio al diverso peso della fiscalità e alla struttura del mercato dei carburanti, anche se il confronto deve tenere conto di molte variabili, tra cui politiche fiscali nazionali, margini della distribuzione e condizioni del mercato locale.

La denuncia di Stinà riaccende quindi il confronto sul costo della mobilità e sull’impatto che l’aumento dei carburanti ha su famiglie, lavoratori e imprese, soprattutto in un periodo in cui il prezzo dei trasporti contribuisce direttamente all’aumento del costo della vita.