3 Maggio 2026
Gran Bretagna

Guerra Iran-Medio Oriente, Heathrow frena le previsioni: “voli a rischio e passeggeri in calo nei prossimi mesi”

L’onda lunga del conflitto in Medio Oriente comincia a farsi sentire anche nei cieli europei. L’Heathrow Airport lancia un avvertimento chiaro: il traffico passeggeri potrebbe subire un rallentamento significativo nella seconda parte dell’anno a causa dell’instabilità legata alla guerra con l’Iran.

Nel primo trimestre del 2026 lo scalo londinese ha registrato numeri in crescita: 18,9 milioni di passeggeri transitati nei suoi quattro terminal, con un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato positivo, spiegato anche dal fatto che Heathrow ha temporaneamente assorbito flussi di traffico provenienti da altre rotte e aeroporti penalizzati dalla crisi.

Ma lo scenario è rapidamente cambiato dopo il 28 febbraio, data di inizio del conflitto, che ha portato alla chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo mediorientale. Una situazione che ha costretto le compagnie aeree a riprogrammare le rotte, allungare i tempi di volo e affrontare costi operativi più elevati.

“Il numero di passeggeri per il resto dell’anno sarà probabilmente influenzato dall’elevata incertezza in Medio Oriente”, si legge nell’aggiornamento finanziario diffuso dall’aeroporto. Un segnale che conferma come la crisi geopolitica stia già incidendo sulle scelte dei viaggiatori e sull’equilibrio del trasporto aereo globale.

Tradizionalmente, hub strategici come Dubai International Airport, Hamad International Airport e Abu Dhabi International Airport rappresentano snodi fondamentali per i collegamenti tra Europa, Asia e Australia, movimentando circa mezzo milione di passeggeri al giorno. Tuttavia, nonostante una parziale riapertura dello spazio aereo, molti viaggiatori stanno evitando queste rotte per timore di escalation.

L’impatto è duplice: da un lato si registrano rincari significativi delle tariffe – con aumenti che sfiorano il 25% su alcune tratte – dall’altro cresce l’incertezza che spinge parte dell’utenza a rinviare o cancellare i viaggi.

Sul fronte economico, Heathrow mantiene comunque un andamento solido nel breve periodo. I ricavi del primo trimestre sono saliti del 2,3% raggiungendo gli 844 milioni di sterline, trainati non solo dall’aumento dei passeggeri ma anche dalla crescita delle vendite nel settore food & beverage e dei servizi premium. Parallelamente, però, i costi operativi sono aumentati del 6,5%, complice il rialzo dei salari, dei contributi, gli investimenti tecnologici e le spese per l’assistenza ai passeggeri.

La direttrice finanziaria Sally Ding ha sottolineato come lo scalo sia attualmente “pieno” e pronto a guardare al futuro, rilanciando il progetto della terza pista. Un piano ambizioso che resta però legato alle decisioni politiche e regolatorie del governo britannico.

In un contesto globale sempre più fragile, il trasporto aereo si conferma uno dei primi settori a risentire delle tensioni internazionali. E mentre Heathrow prova a consolidare la crescita, il messaggio agli operatori e ai viaggiatori è chiaro: prepararsi a turbolenze, non solo in volo.