Cambiare lo scarico alla moto: tutto quello che devi sapere prima di iniziare
Il desiderio di personalizzare il proprio veicolo è un tratto distintivo di ogni motociclista, e la sostituzione del terminale rappresenta spesso il primo passo in questa direzione. Intervenire sul sistema di evacuazione dei gas non è solo una scelta estetica, ma un’operazione tecnica che richiede consapevolezza e precisione.
Esistono diverse soluzioni sul mercato, come i rinomati scarichi moto su Roadsitalia, che offrono un equilibrio ottimale tra design artigianale e prestazioni. Capire come cambiare uno scarico moto in autonomia permette di instaurare un legame più profondo con il mezzo, a patto di rispettare le procedure di sicurezza e le normative vigenti.
In questo articolo verranno analizzati i passaggi fondamentali, gli strumenti necessari e gli aspetti legali da non sottovalutare per una trasformazione a regola d’arte.
Perché cambiare lo scarico della moto
Le motivazioni che spingono verso questa modifica sono molteplici. In primo luogo, vi è la ricerca di un sound più coinvolgente: lo scarico originale è spesso progettato per essere estremamente silenzioso, sacrificando il carattere del motore.
Sostituendolo, si ottiene una tonalità più cupa e sportiva. Un altro fattore determinante è il peso. Gli impianti di serie sono realizzati in materiali pesanti come l’acciaio inossidabile di grosso spessore; i modelli aftermarket in carbonio o titanio possono ridurre il peso complessivo anche del 50%, migliorando la maneggevolezza.
Infine, la personalizzazione estetica permette di snellire la linea della moto, rendendola unica e coerente con il proprio stile.
Slip-on o impianto completo: quale scegliere
La scelta tra un terminale slip-on e un impianto completo dipende dal budget e dagli obiettivi. Lo slip-on prevede la sostituzione del solo silenziatore finale ed è la soluzione più comune per chi cerca un miglioramento estetico e acustico senza stravolgere la meccanica.
È facile da installare e solitamente non richiede la rimappatura della centralina. L’impianto completo, invece, sostituisce anche i collettori.
Questa opzione garantisce un incremento di potenza più sensibile e una riduzione di peso drastica, ma richiede spesso interventi sull’elettronica per ottimizzare il rapporto stechiometrico e può risultare più complessa da gestire a livello di omologazione stradale.
Attrezzi necessari per la sostituzione
Per operare con successo, è fondamentale disporre di un’attrezzatura adeguata. La lista base comprende un set di chiavi a bussola e fisse (solitamente da 8mm a 14mm), una serie di chiavi a brugola (esagonali) e dei cacciaviti.
È caldamente consigliato l’uso di una chiave dinamometrica per rispettare le coppie di serraggio indicate dal produttore. Inoltre, uno spray sbloccante può facilitare la rimozione di viti ossidate dal calore.
Per lavorare in sicurezza, la moto deve essere posizionata su un cavalletto posteriore stabile, operando sempre a motore freddo per evitare scottature gravi.
Un montaggio approssimativo potrebbe infatti causare guasti improvvisi lontano da casa, costringendo il pilota a richiedere un soccorso stradale per rimediare a una leggerezza meccanica che poteva essere evitata con la giusta cura.
Come cambiare uno scarico moto passo dopo passo
La procedura di come cambiare uno scarico moto inizia con lo smontaggio del componente originale. Dopo aver spruzzato del lubrificante sulle giunzioni, si svitano i bulloni che fissano il terminale al telaio e la fascetta che lo collega ai collettori. Una volta rimosso il vecchio scarico, è necessario pulire bene i punti di contatto.
Il posizionamento del nuovo scarico deve avvenire senza serrare subito le viti: è preferibile puntare tutti i fissaggi a mano per assicurarsi che l’allineamento sia corretto. Solo dopo aver verificato che non vi siano contatti con il forcellone o la carenatura, si procede al fissaggio definitivo.
Infine, si consiglia di pulire accuratamente il metallo con alcool prima di accendere il motore per evitare che le impronte digitali si “cuociano” creando macchie indelebili.
Errori comuni da evitare durante il montaggio
Uno degli errori più frequenti è il serraggio eccessivo dei bulloni, che può portare alla rottura delle staffe o allo snervamento delle filettature. Altrettanto rischioso è dimenticare di inserire o sostituire le guarnizioni, causando fastidiose perdite di gas che compromettono le prestazioni.
Bisogna prestare attenzione al corretto posizionamento delle fascette reggiscarico, assicurandosi che le vibrazioni non portino il terminale a toccare parti sensibili.
Dopo i primi 100-200 km, è d’obbligo effettuare un controllo post-installazione per verificare che nulla si sia allentato a causa dei cicli termici.
Scarichi omologati e normativa stradale
L’aspetto legale è prioritario per circolare su strada pubblica. Uno scarico deve essere omologato, ovvero deve presentare il codice inciso sul corpo del silenziatore e deve essere accompagnato dal relativo certificato.
La presenza del db-killer (il riduttore di rumore estraibile) è obbligatoria; la sua rimozione rende la moto non conforme al Codice della Strada, esponendo il proprietario a sanzioni amministrative pesanti e al possibile ritiro del libretto di circolazione.
Le fonti normative attuali confermano che l’omologazione deve riguardare sia le emissioni acustiche che, per i modelli più recenti, quelle inquinanti (presenza del catalizzatore).
Quando rivolgersi a un meccanico professionista
Nonostante la guida su come cambiare uno scarico moto offra le basi, esistono scenari in cui l’intervento di un esperto è preferibile. Se la sostituzione dello scarico comporta la rimozione di valvole parzializzatrici gestite da cavi o richiede una rimappatura della centralina, il fai-da-te può risultare rischioso.
Un professionista dispone di strumenti diagnostici per verificare che il rapporto aria-benzina rimanga nei parametri di sicurezza, evitando il surriscaldamento delle valvole di scarico. Affidarsi a un’officina garantisce inoltre una garanzia sul lavoro eseguito e la certezza di un montaggio perfetto in termini di tenuta e sicurezza stradale.
