19 Aprile 2024
Francia

Il vino prodotto in Francia è troppo rispetto a quello venduto e quindi sarà distrutto

Sembrerebbe un paradosso ma è realtà. Il vino prodotto in Francia è troppo rispetto a quello venduto. Pertanto Parigi ha deciso di accantonare 200 milioni per distruggere quello in eccedenza e sostenere i produttori danneggiati non solo dai problemi che sta vivendo il settore a causa del costo della vita, ma anche dal calo della domanda causato dal fatto che sempre più persone preferiscono bere birra artigianale.

Diverse regioni vinicole francesi, in particolare la zona di Bordeaux, sono in difficoltà per una serie di problemi che vanno dal cambiamento delle abitudini di consumo, alla crisi del costo della vita. Secondo l’associazione degli agricoltori di Bordeaux, il calo della domanda di vino ha portato ad una sovrapproduzione, a un forte calo dei prezzi e a gravi difficoltà finanziarie per un produttore di vino su tre. Anche la regione sud occidentale della Linguadoca è stata duramente colpita dal calo della domanda di vino.

La maggior parte dei 200 milioni di euro verranno utilizzati per acquistare le scorte in eccesso. Inoltre, l’alcol ricavato dalla distruzione del vino sarà venduto alle aziende per essere usato in prodotti non alimentari come disinfettanti per le mani, prodotti per la pulizia o profumi. A giugno il ministero dell’Agricoltura aveva annunciato 57 milioni per finanziare l’abbattimento di all’incirca 9.500 ettari di vigneti nella regione di Bordeaux, mentre altri fondi pubblici sono disponibili per incoraggiare i viticoltori a passare ad altri prodotti, come le olive.

Il ministro dell’Agricoltura francese, Marc Fesneau, ha spiegato che a essere portato a 200 milioni di euro è un fondo iniziale dell’Unione Europea di 160 milioni per la distruzione del vino. Convogliando i soldi nel settore – ha aggiunto – il governo francese mira a fermare “il crollo dei prezzi, affinché i produttori di vino possano trovare altre fonti di reddito”. Ha aggiunto che, però, nonostante l’aiuto finanziario che sarà stanziato, l’industria del vino deve “guardare al futuro, pensare ai cambiamenti dei consumatori e adattarsi”.