29 Maggio 2024
Travel

Travel blogger: chi è, cosa fa e come diventarlo?

Con l’avvento del digitale sono nate tante nuove professioni prima inimmaginabili. Viaggiare per il mondo senza rendere conto a nessuno e vivere raccontando le proprie esperienze? Fino a qualche decina di anni fa era impensabile ed ora è diventata una scelta di carriera adottata da migliaia di persone in tutto il mondo.

Chi è il travel blogger

Il travel blogger è prima di tutto un autore.

Una persona che ha scelto di viaggiare e conoscere il mondo e di raccontarlo a chi, da casa, può viaggiare con la mente attraverso le sue parole.

Esistono diversi tipi di travel blogger:

 

  • il travel blogger classico, che racconta le proprie esperienze e i propri viaggi scrivendo articoli sul proprio sito web
  • il travel vlogger, che crea i suoi racconti in formato video aggiungendo un ulteriore elemento immersivo alla narrazione: quello visuale.
  • il travel influencer, che pubblica i propri contenuti a tema viaggio sui social. In questo caso i contenuti sono spesso più brevi e pubblicati con una frequenza maggiore rispetto al blog tradizionale e sono spesso accompagnati da immagini o video, in funzione della tipologia di comunicazione imposta dalla piattaforma

Molto spesso, la divisione tra le tre tipologie è poco marcata e uno stesso professionista può pubblicare sia sul proprio blog che sulle piattaforma social, in formato testuale, video e fotografico.

Non solo racconti di viaggio

Il travel blogging va ben oltre il raccontare la propria esperienza. Spesso i blog di viaggi si trasformano in vere e proprie guide dai turisti per i turisti e includono:

  • luoghi da visitare
  • alberghi, locande e ostelli in cui alloggiare
  • chioschi e ristoranti in cui mangiare
  • piatti tipici da non perdere
  • itinerari studiati in base al numero di giorni che si hanno a disposizione o in base a particolari esigenze o preferenze

Il travel blogger è un professionista che deve avere nel proprio bagaglio conoscenze di scrittura, editing, pubblicazione, SEO, gestione delle funzioni base di un sito web a cui si aggiungono anche le riprese e l’editing video, la fotografia e la gestione social se alla scrittura decide di integrare anche contenuti multimediali.

Come si diventa travel blogger?

per diventare travel blogger non sono necessarie scuole e formazioni specifiche, le uniche cose che contano è saper scrivere, avere un blog ed avere voglia di partire.

Per iniziare a viaggiare è utile svolgere una professione compatibile con il lavoro remoto, in modo da poter viaggiare e simultaneamente continuare a guadagnare. Questa regola è valida specialmente agli inizi, quando il tuo blog non ha ancora i volumi di traffico adatti da permetterti di avere un guadagno tale da sostenerti come unico lavoro.

L’alternativa è quella di viaggiare tramite programmi di workaway che ti permettano di trovare un piccolo lavoro nel paese di destinazione, o avere un capitale da parte da poter spendere per sostentarti durante i viaggi.

Lavorare come travel blogger

Se vuoi lavorare come travel blogger, quindi ottenere un guadagno da questa attività, devi essere titolare di Partita IVA. Non esiste un guadagno minimo sotto il quale non sei tenuto ad avere Partita Iva ma l’obbligo scatta nel momento in cui la tua attività diventa continuativa e professionale e il fatto che tu abbia un sito web fa sì che queste condizioni vengano soddisfatte automaticamente.

Per aiutarti a gestire gli aspetti fiscali della tua attività sono nati diversi servizi online come ad esempio Fiscozen che offre a tutti i suoi iscritti l’assistenza di un commercialista dedicato, un software facile e intuitivo per la gestione della fatturazione e degli adempimenti e una dashboard che si aggiorna in tempo reale con i costi che sarà necessario sostenere per l’attività.

Prima di partire per il tuo prossimo viaggio come travel blogger, assicurati che il tuo paese di destinazione non richieda permessi e visti specifici per questo tipo di attività. Sempre più paesi stanno infatti implementando visti specifici per i nomadi digitali in modo da regolarizzare la posizione di chi si sposta temporaneamente in un altro paese continuando a lavorare.