Il patentino per i minorenni in Italia: ecco come funziona

In Italia per guidare un cinquantino o uno scooter o una moto da 125 cmc bisogna possedere il patentino. Con il patentino AM si possono guidare ciclomotori a due ruote che non superano i 50 cmc, con una potenza massima di 4 Kw e una velocità massima di 45 km/h, categoria L1e. Con la patente AM ci si può anche mettere alla guida di ciclomotori a 3 ruote (L2e), con le stesse prestazioni sopra descritte, o quadricicli leggeri (L6e) con massa a vuoto inferiore o pari a 350 Kg e le medesime caratteristiche tecniche. Il patentino per motorino si può prendere da 14 anni di età. Per acquisire il patentino va allegato un certificato medico che attesti l’idoneità psichica e fisica del candidato, un bollo di 16 euro e due fototessera. A questo bisogna aggiungere i costi della scuola guida o, se si consegue da privatisti, i vari versamenti alla Motorizzazione (un versamento da 26,40 euro e due da 16, per un totale di 58,4 euro). Per conseguire il patentino occorre superare una prova teorica a quiz di 30 domande (in cui sono consentiti al massimo tre errori) e poi un test pratico, che si svolge in due parti: la prima in Motorizzazione o su una pista attrezzata, la seconda in strada nel traffico urbano.

La possibilità per i sedicenni è il 125. Che si può guidare con la patente A1. Con la patente A1 si possono guidare tutti i motocicli, che presentano contemporaneamente tre caratteristiche: una cilindrata massima non superiore ai 125 cmc, una potenza non superiore a 11 kw, e un rapporto potenza/massa inferiore o uguale a 0,10 kw/kg. Si può conseguire il patentino da privatista o in autoscuola. Per entrambi ci sono spese fisse, come le fototessera, i bollettini postali (58,40 euro), la marca da bollo per il certificato medico (16 euro), il certificato medico (30–50 euro) e il certificato anamnestico (rilasciato dal medico di base (di solito attorno ai 50 euro). Con la scuola guida i costi salgono di circa 150-250 euro, che però comprendono lo svolgimento delle pratiche burocratiche, la preparazione all’esame di teoria e un paio di lezioni pratiche (che però non sono obbligatorie). L’esame teorico della patente A1 è identico a quelli per l’A e l’A2, e nel caso in cui si disponga già di una patente B non sarà obbligatorio ripeterlo.

L’esame, che solitamente si sostiene alla Motorizzazione Civile, prevede 40 quiz con la possibilità di commettere al massimo 4 errori. Segue poi l’esame pratico, che si esegue in una doppia fase: prima alla Motorizzazione o su pista attrezzata (con prove di slalom, accerchiamento ostacolo, accelerazione, scarto di un ostacolo fisso e arresto in uno spazio, in un tempo ben preciso), poi su strada pubblica nel traffico.