In Lombardia crescono valore borse studio e platea di beneficiari

Diritto studio universitario, in Lombardia la Giunta regionale ha approvato nuovi finanziamenti per i giovani che potranno usufruire di borse di studio ad hoc. La Giunta regionale lombarda ha dato il via libera ai criteri di accesso e stabilito le previsioni minime di finanziamento per l’assegnazione delle Borse di Studio universitarie (DSU) nell’anno accademico 2022/2023. Molte le novità introdotte, che troveranno spazio nei Bandi per il diritto allo studio che le Università, le istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e le Scuole Superiori per Mediatori linguistici pubblicheranno prima dell’avvio del prossimo anno accademico.

“La prima novità – ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione, Università e Ricerca, Fabrizio Sala – riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari: potranno accedere alle Borse gli studenti con un indicatore reddituale ISEE fino a 24.335,11 euro e un indicatore patrimoniale ISPE fino a 52.902 euro. Siamo saliti fino ai limiti massimi previsti dalla normativa nazionale, per permettere il più ampio accesso possibile”. “Allo stesso tempo, abbiamo aumentato il valore delle borse” ha continuato l’assessore “per rispondere all’attuale contesto di difficoltà economica, in coerenza con gli obiettivi indicati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’aumento della singola Borsa arriva, per gli studenti fuori sede, fino a 900 euro in più rispetto allo scorso anno”.

Nell’anno accademico 2022/2023, la Borsa di studio universitaria in Lombardia varrà 2.719 euro per gli studenti in sede, 3.599 euro per i pendolari e 6.158 euro per gli studenti che frequentano da ‘fuori sede’ le Università lombarde: una condizione, quest’ultima, che lo scorso anno ha riguardato quasi la metà dei 27.000 beneficiari complessivi. Ulteriori incrementi sono previsti per gli studenti con maggiori difficoltà economiche (+15%), per gli studenti con disabilità (fino al 40% in più), per gli studenti iscritti a più corsi di laurea (+20%) e per le studentesse iscritte alle lauree STEM – Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica (+20%).

La Giunta regionale ha confermato, infine, la sperimentazione attiva in Lombardia finalizzata ad una maggiore valorizzazione del merito degli studenti, che prevede criteri specifici per l’accesso alle borse degli studenti del primo anno (prove standardizzate; voto di maturità) e l’innalzamento dei crediti formativi (da 25 a 35) necessari per il mantenimento del contributo lungo il percorso di studi. Per quanto concerne le risorse, la delibera fissa le previsioni minime, pari a 68,5 milioni di euro. Questa la ripartizione: 36,1 milioni derivanti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio ex L 549/95 (140 euro per ciascun studente immatricolato o iscritto), 20 milioni dal Fondo Integrativo Statale 2022. Infine, 12,4 milioni di risorse autonome regionali. Tali risorse saranno incrementate nel corso dell’anno accademico 2022/2023, a seguito del riparto e dell’effettivo trasferimento delle risorse del Fondo Integrativo Statale. E soprattutto attraverso i Fondi comunitari previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ad oggi in fase di determinazione a livello nazionale.

“Nonostante gli sforzi fatti, siamo consapevoli che la Lombardia continua a soffrire l’insufficiente riparto delle risorse statali” ha sottolineato l’assessore. “L’evidente successo del sistema di Istruzione e Formazione lombardo, capace di attrarre il 33% degli studenti da altri territori, l’8% dall’estero deve essere finanziariamente sostenuto. Solo cosi – ha detto ancora – tutti gli aventi diritto, secondo parametri peraltro definiti a livello statale, possono effettivamente beneficiare delle borse di studio”. “Continueremo a riproporre queste istanze al Governo. Sosterremo la volontà del Ministro Messa di applicare un decreto, di ormai dieci anni fa, che prevede la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni nel Diritto allo Studio. In modo da garantire pienamente i diritti di cittadinanza – ha concluso – anche agli studenti che scelgono di venire a studiare in Lombardia”.