Nations League e Europei: il 2021 dell’Italia di Mancini

Archiviati i primi due anni di gestione tecnica della Nazionale italiana di calcio, Mancini e il suo staff possono dirsi ampiamente soddisfatti. Il tecnico jesino ha difatti battuto un record dopo l’altro, dimostrandosi un allenatore vincente non soltanto dal punto di vista del gioco, ma anche della mentalità che ha saputo trasmettere ai suoi ragazzi. Il 2021 sarà un po’ il vero e proprio banco di prova per l’Italia, con due competizioni nel giro di pochi mesi: l’Europeo 2020 di giugno-luglio e la Nations League di ottobre.

Europei 2020: l’Italia inaugura all’Olimpico

Al 30 novembre 2020, l’Italia di Mancini è quotata a 1,57 per la vittoria nel proprio gruppo di qualificazione dell’Europeo secondo il sito di Betway Sport. Questo dato non è rilevante solo per gli appassionati di scommesse e statistiche: difatti la quota abbinata alla vittoria del girone A in cui l’Italia affronterà in ordine Turchia, Svizzera e Galles, è un attestato di stima enorme per i ragazzi di Mancini che avranno l’onere e l’onore di giocare le tre partite del gruppo all’Olimpico di Roma. Il cammino di Donnarumma, Bonucci e compagni è stato trionfale: dieci le vittorie in dieci partite nel girone di qualificazione. L’Italia intera attende con ansia la prossima competizione per nazionali, visto e considerato che nel 2018 i nostri colori non sono stati rappresentati al Mondiale di Russia per la mancata qualificazione degli azzurri. Proprio in quell’anno c’è stato il vero e proprio cambio generazionale per la nostra nazionale: fuori Ventura e dentro Mancini e fuori anche tutti gli ultimi “reduci” del Mondiale del 2006, Buffon e De Rossi compresi. La transizione sulla quale Mancini ha dovuto lavorare è passata quasi ingiustamente inosservata e se ne è iniziato a parlare soltanto quando l’Italia ha raggiunto i primi risultati. Ma creare un gruppo compatto, dare gioco e idee alla squadra e al contempo raggiungere risultati in soli due anni non è da tutti e un plauso a Mancini va attribuito senza alcun dubbio.

Nations League: tutti la criticano ma tutti la vogliono

Siamo alla seconda edizione della Nations League, competizione che sta prendendo sempre più piede sia nel cuore dei tifosi sia in quello degli appassionati di calcio. Ė stato il Portogallo di CR7 a portarsi a casa la prima Nations League della storia del calcio battendo i Paesi Bassi in finale, mentre al terzo e quarto posto abbiamo visto arrivare Inghilterra e Svizzera. Leggermente snobbata inizialmente, tifosi, tecnici e calciatori stanno ora dando la giusta importanza a questa competizione che porta più calcio giocato in Nazionale e di questo i club non ne saranno sicuramente contenti. Il torneo per nazioni europee alla sua seconda edizione può essere inoltre considerato come un “ripiego” in caso di fallimento agli Europei di giungo. L’Italia, oltre a quattro partite dei prossimi Europei, ospiterà anche la fase finale della Nations League che si terrà a ottobre e lo fa da favorita: fra le quattro squadre qualificate alla fase finale, la Nazionale italiana è sembrata più in forma e più compatta rispetto alla Francia, che ha ottimi giocatori ma ha mostrato qualche lacuna, al Belgio che resta pur sempre una squadra di assoluto valore, e alla Spagna, che pare sia in una fase di ricambio generazionale che doveva prima o poi arrivare per gli iberici dopo aver vinto praticamente tutto anche a livello di club. Il 2021 può essere l’anno della consacrazione per il progetto cominciato nel 2018 da FIGC, Mancini, staff e calciatori. Un lavoro importante è però già stato portato a termine ed è stato quello di ridare dignità ai colori azzurri e convinzione ai calciatori più giovani di potersela giocare a viso aperto con tutti. La qualità alla nostra Nazionale non manca di certo e, sperando nei recuperi di Zaniolo e Chiellini, avremmo un organico davvero invidiabile. Ma come sempre la parola passerà al rettangolo verde dove si vedrà realmente di che caratura è la squadra azzurra. Europei e Nations League sono molto più vicino di quanto si possa pensare e da giugno a ottobre per le nazionali saranno cinque mesi di grandi sacrifici dove gli staff tecnici dovranno impegnarsi e non poco per gestire risorse mentali e fisiche, oltre che eventuali infortuni. Il 2021 dell’Italia è alle porte e tre anni dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia, i tifosi azzurri aspettano di gioire tutti insieme.