Oscilloscopi: ecco i principali ambiti d’impiego dei modelli portatili

Tra gli strumenti di misurazione dei segnali elettrici più impiegati figura sicuramente l’oscilloscopio. In maniera analoga a un altro strumento, il multimetro, l’oscilloscopio è un indicatore fedele di parametri quali la tensione e la corrente, ma li riporta su schermo in forma di onde, in quanto effettua tali misurazioni nel tempo.

Volendo rappresentare graficamente le sue funzioni, si potrebbero quindi riassumere in un asse y, ove si posiziona la grandezza da misurare, e in uno x che indica l’intervallo temporale. Per la vastità dei campi d’impiego, il modello portatile è di certo il più versatile in assoluto.

Come funziona un oscilloscopio

L’oscilloscopio portatile è da prediligersi soprattutto laddove il tipo di lavoro si presenti dinamico: assistenza e manutenzione elettrica, ma anche installazioni semplici.Le dimensioni ridotte, infatti, consentono di collocare lo strumento in una borsa da lavoro, in tasca o persino sul polso fermato da una cinghia, come fosse un orologio.

Il funzionamento è piuttosto semplice, a livello pratico. Basta collegarlo al circuito da analizzare tramite un’uscita, solitamente di tipo USB (simile a quelle dei caricatori per il cellulare, quindi) e aggiornare regolarmente il software per massimizzarne le prestazioni in ogni occasione. Di forma rettangolare, ha un lato che ospita il quadro comandi e un altro ove è presente lo schermo su cui si visualizzeranno le onde.

Scegliendo il tipo di misurazione di cui si necessita, verrà dato il primo input, quindi si dovrà procedere con la regolazione dell’intervallo di tempo desiderata che può andare da alcuni secondi a frazioni di secondo. L’onda così generata sarà immediatamente visibile sul display a fosfori.

I parametri analizzabili con l’oscilloscopio portatile

Come già accennato, l’oscilloscopio può misurare segnali elettrici che riguardano la tensione e la corrente. La tensione si esprime in Volt ed è la differenza di potenziale tra il polo positivo e quello negativo, attraverso i quali viaggiano gli elettroni.

La corrente, invece, è la quantità di elettricità che viene prodotta e si misura in Ampére. Sia in ambito privato che pubblico, utilizzare questo strumento consente di verificare lo stato, il funzionamento ed eventuali anomalie di un qualsiasi circuito elettrico.

Inizialmente, l‘oscilloscopio deve essere regolato secondo i parametri di cui accennato e, per farlo, sfrutta il cosiddetto trigger: si tratta di un vero e proprio circuito di innesco che si assesta su un’immagine ferma prima di cominciare la misurazione vera e propria secondo quanto stabilisce l’utente. Ciò rende il segnale stabile nel tempo, ma modificabile in qualunque momento si renda necessario.

Altre peculiarità dell’oscilloscopio

L’oscilloscopio è dotato di un sistema operativo interno che non solo consente le regolazioni, ma può contenere in memoria misurazioni passate al fine di stilare statistiche ben precise, così da comparare e avere sempre riferimenti rispetto a circuiti diversi.

Ciò avviene specialmente nei modelli digitali, più evoluti rispetto a quelli analogici che mostrano la misurazione del momento: non solo, ma un oscilloscopio digitale può presentare funzionalità di alto livello, come l’autoregolazione e il campionamento dei segnali elettrici in tempi equivalenti.

Altri esempi d’impiego dell’oscilloscopio

Un oscilloscopio risulta estremamente utile per individuare, ad esempio, guasti nei più svariati elettrodomestici: in una lavatrice, in un televisore o in un apparecchio hi-fi si potrà monitorare l’attività del quadro elettrico al fine di verificare ove ci siano interruzioni o anomalie che ne provocano il malfunzionamento. Il trasformatore, spesso, è isolato per evitare che la massa a cui è collegato possa trasmettere una scarica elettrica sull’apparecchio e quindi sull’operatore: in tal senso, i materiali di cui è costituito l’oscilloscopio ne fanno un prodotto robusto ma anche sicuro in ogni campo d’impiego.