Nuraghe Losa: il fascino misterioso della Sardegna

Nuraghe Losa ovvero nurache ‘e losas significa nuraghe delle tombe. Il nome si riferisce alle urne cinerarie romane scavate nella roccia affiorante ai margini dell’area in cui sorge. La sagoma si eleva sull’altopiano basaltico di Abbasanta nell’Oristanese. La struttura presenta una pianta a triangolo equilatero. In essa si ammira il fascino misterioso della Sardegna.

Nuraghe Losa: le caratteristiche

È una delle espressioni più caratterizzanti dell’architettura nuragica. E’ stato sede di scavi archeologici fin dal XIX secolo. Si distingue per disegno organico, compattezza dei volumi e raffinatezza delle tecniche murarie. Attorno si conservano i resti di un esteso insediamento immerso nel verde della macchia mediterranea. Questo è testimone delle millenarie vicende del sito, da età nuragica a epoca romana, quando fu usato, per scopi funerari, e poi sino all’alto Medioevo.

Il complesso è costruito con grossi blocchi di basalto ed è composto da un nuraghe trilobato, risalente al Bronzo medio, un antemurale e resti di un villaggio di capanne circolari, realizzati tra Bronzo recente ed età del Ferro. All’ingresso, si scopre che l’enorme massa compatta contiene anche vani spaziosi. Non il cortile scoperto, però, contraddistinto della gran parte dei nuraghi complessi, forse sostituito nelle funzionalità da spazi esterni.

Si accede mediante un ingresso principale, sopraelevato rispetto alla campagna. Da un corridoio rettilineo si raggiunge l’originaria torre centrale troncoconica (mastio) e le due torri laterali. Mentre quella posteriore è accessibile da un ingresso secondario. Attraverso i chiaroscuri del corridoio, si respira l’odore delle pietre coperte dal muschio.

Nuraghe Losa: il mistero

Superata l’alta soglia, si trovano tre anditi che portano ad altrettante camere coperte a tholos (falsa cupola). Il mastio presenta una struttura classica. Infatti ha ampia camera di base con tre nicchie sistemate a croce. Una rampa a spirale sale in senso orario alla piccola camera superiore, un tempo raggiungeva anche la sommità. Attorno sono disposte le tre torri minori con camere alte e strette, unite tra loro dalla muratura che fascia l’intera struttura.

Al loro interno ci sono anche tre pozzetti usati come magazzini per riserve alimentari o altri materiali. Torre principale e bastione trilobato sono circondati da una lunga e poderosa muraglia a forma ovale, provvista di porte e due torrette sporgenti con pareti traforate da feritoie. L’antemurale si distende sul retro, a nord e ovest, ricomprendendo uno stretto cortile. Alla base della torretta occidentale c’è una cisterna.

Davanti all’ingresso della facciata, invece, si visita un imponente edificio rotondo, con funzioni importanti come suggeriscono due ingressi contrapposti, due ampie nicchie, quattro stipetti e cinque feritoie. Del vasto insediamento intorno, esteso per tre ettari e mezzo, solo una piccola parte è stata scavata. In vari punti si osservano resti di abitazioni nuragiche. Ma soprattutto, case di epoca tardo-punica, romana repubblicana e imperiale, tardo-romana e bizantina. A distanza dal sito abitativo sorgevano i monumenti funerari e di culto.