Cosa vedere nel meraviglioso borgo medievale di Rocamadour

Rocamadour, città sacra e di devozione mariana, è un meraviglioso borgo medievale arroccato sul massiccio di falesia calcarea. Esso domina maestoso il canyon del torrente Alzou. Sorge nel dipartimento del Lot, in Occitania, nel sud della Francia. E’ una meta di pellegrini, che poi spesso proseguono verso Tolosa per giungere a Santiago de Compostela.

Rocamadour è celebre per i suoi santuari, in particolare quello della Madonna Nera. Ogni anno attira quasi un milione e mezzo di turisti e pellegrini. E’ la località francese più visitata dopo Mont-Saint-Michel, Carcassonne, la Torre Eiffel e la Reggia di Versailles. Rocamadour, con i suoi vicoli tortuosi, si estende su tre livelli. Si va dalla città bassa attraversata da una strada che la percorre interamente e che congiunge due delle quattro antiche porte (Salmon, Cabilière, de l’Hôpital, du Figuier). Poi il complesso di sette santuari che la sovrasta. E più su ancora il castello e le mura fortificate. Una scalinata monumentale (le Grand escalier), di 216 gradini, che i pellegrini percorrevano in ginocchio, conduce alla spianata dei santuari dove si affacciano la basilica del San Salvatore, con la cripta di San Amadour, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, e le cappelle di Sant’Anna, San Biagio, San Giovanni Battista, Notre Dame – dove c’è la statua della Madonna Nera – San Luigi, San Michele.

Rocamadour: i luoghi sacri

L’unione di basilica, cripta e cappelle dedicate ai santi fa di Rocamadour una vera e propria città religiosa. La basilica del San Salvatore è la più grande delle chiese del complesso. Il suo stile richiama la transizione dal romanico al gotico. Presenta all’interno un soppalco in legno, realizzato in occasione delle modifiche del XIX secolo. E’ stato costruito per ospitare le folle di pellegrini e devoti che sempre più transitavano di lì. Sulla parete sinistra della navata si trova un bellissimo legno policromo del XVI secolo raffigurante il Cristo. Nel 1913 l’edificio religioso è stato elevato al rango di basilica per volontà di papa Pio X.

La cripta di San Amadour risale al XII secolo

La cripta, definibile come chiesa inferiore, sostiene in parte la basilica del San Salvatore. Dopo la distruzione del corpo di San Amadour – che la tradizione identifica con lo Zaccheo del Vangelo – le reliquie restanti vennero collocate in un reliquiario in legno dorato. C’è poi un legame tra Rocamadour e Durlindana, la leggendaria spada di Orlando, che viene identificata con la misteriosa e un po’ arrugginita lama infissa in una parete rupestre nei pressi dell’entrata della basilica. La leggenda vuole che Orlando, prima della famosa battaglia di Roncisvalle, dove perse la vita, cercò di spezzare la spada per non farla cadere in mano musulmana e non riuscendoci invocò San Michele affinché gli desse la forza per scagliarla lontano e così fu.

La cappella di Notre Dame

Si appoggia su un lato della basilica, dove è custodita la statua della Madonna Nera con Bambino che risale al XII secolo. Il pregevole manufatto è un unico pezzo di legno di noce, senza reliquie nascoste all’interno, con un abito in metallo e una collana d’argento, in seguito ricoperto con foglie d’oro. Non è sempre stata nera, perché sotto lo strato di annerimento è ancora riscontrabile un leggero strato di policromia. Nella cappella si trovano molti ex voto, uno dei quali è a forma di nave, ed una campana che si dice suoni ogni qualvolta si verifichi un miracolo ad opera della Vergine. Sono state attestate, nel Libro dei Miracoli del 1172, più di cento guarigioni compiute della Madonna Nera.

La cappella di San Michele di impronta romanica

Si trova in una torre-portico e in parte è scavata nella roccia. Nella facciata vi sono affreschi raffiguranti l’Annunciazione e la Visitazione, mentre all’interno della sua abside è affrescato un Cristo in Maestà. Per raggiungere la spianata dei santuari di Rocamadour si può anche usare un ascensore urbano che congiunge la città bassa alla sua parte più strettamente devozionale. Alla città bassa invece si arriva con un trenino che parte dal parcheggio alle porte dell’abitato dove i visitatori sono invitati a lasciare l’auto.

Le cappelle dedicate a Saint-Jean-Baptiste

Per completare il tour c’è da visitare le cappelle dedicate a Saint-Jean-Baptiste, battistero dalla tipica forma ottagonale, Saint-Blaise, Sainte-Anne, Saint-Louis. Si accede ai santuari dal Palazzo dei Vescovi di Tulle che ospita un museo con pregevoli oggetti di arte sacra e tele dei secoli XVII e XVIII. Da lì si può salire ancora al castello e, percorrendo un suggestivo sentiero, con la Via Crucis o utilizzando un secondo ascensore.

Il castello

Era il punto centrale del sistema difensivo del borgo, oltre a consolidare la fama di fortezza inespugnabile che accompagnava Rocamadour. Danneggiato durante i secoli, la fortezza fu ricostruita nell’Ottocento, pur conservando strutture e materiali originali. Oggi si può visitare in tutta la sua bellezza, architettonica e naturalistica, ben rappresentata, negli spazi retrostanti, da un bel giardino decorato con alberi e piante di vario tipo. Da lì lo sguardo si perde sugli scorci ancora intatti del Parco naturale regionale dei Causses del Quercy, un panorama veramente unico.