Nuova luce sul Tempio Maggiore a Roma

C’è nuova luce sul Tempio Maggiore a Roma. Infatti sono stati installati 44 proiettori di diversa potenza e luminosità. Questi mettono in risalto i numerosi elementi che contraddistinguono la struttura architettonica della sinagoga romana. Tutti gli apparecchi di illuminazione sono stati posizionati in modo da non alterare la percezione del complesso architettonico, nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Il quadro elettrico è equipaggiato con orologio astronomico per regolare automaticamente le accensioni e gli spegnimenti. Questo avviene in base al ciclo dell’alternanza luce/buio, che varia a seconda delle stagioni. L’intervento ne valorizza dunque gli elementi caratteristici. A partire dalla cupola a padiglione, dal tamburo e dalle dodici finestre che lo orlano. Anche in questo caso, in continuità con quanto già realizzato per le altre illuminazioni artistiche curate da Acea, è stata utilizzata la tecnologia a led di ultima generazione, che permette un’ampia possibilità di impiego di ottiche di precisione utili a proiettare la luce nelle aree interessate evitando dispersione e con un notevole risparmio di energia elettrica.

Tutto grazie al progetto di illuminazione artistica permanente che Roma Capitale ha firmato con Acea e per la Sinagoga di Roma. Questo è l’ultimo progetto, della lunga serie di illuminazioni artistiche realizzate da Acea negli ultimi mesi a Roma e nell’area metropolitana, dopo il Palatino, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, piazza del Campidoglio e il Castello di Santa Severa.

La storia ebraica a Roma

“Il Tempio Maggiore a Roma è l’emblema della presenza ebraica in questa città”, ha affermato Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica romana. “Una struttura maestosa edificata dopo trecento anni di reclusione nel Ghetto dagli ebrei romani per condividere e affermare la propria dignità e le radici storiche e culturali della nostra presenza in questa città.

“Un luogo vivo che simboleggia un ebraismo che contribuisce al bene della collettività. E che è parte del patrimonio artistico della città di Roma. Sono riconoscente al Comune di Roma per l’attenzione mostrata nella valorizzazione di luoghi come questi, dal grande valore culturale e religioso”.