15 Giugno 2024
ItaliaEconomia

Corridoio ecologico nell’Alta pianura bergamasca

Al via la prima serie di invertenti di riqualificazione ecologica previsti da F.A.R.E Arco Verde, il progetto della Provincia di Bergamo finanziato da Fondazione Cariplo per creare un “corridoio ecologico” di oltre 35 chilometri nell’Alta pianura bergamasca, allo scopo di preservare una linea di continuità ecologica collegando lungo la direttrice est-ovest i corsi dei fiumi Adda, Brembo, Serio e Oglio.

L’idea nasce dalla considerazione che i quattro fiumi bergamaschi, che mantengono caratteristiche di elevata naturalità e sono identificati come aree di assoluto rilievo per la biodiversità della Pianura Padana, si trovano troppo isolati nella matrice ambientale a causa dell’espansione dei centri urbani e dello sviluppo infrastrutturale che ha caratterizzato questo territorio.

La forte frammentazione che deriva da questa tendenza alla elevata urbanizzazione del territorio penalizza in particolare la fauna. Da qui il progetto per il ripristino di una serie di connessioni ecologiche, che, dopo la realizzazione di uno studio di fattibilità, cofinanziato da Fondazione Cariplo per 83 mila euro su un costo totale di circa 143 mila euro, passa alla fase operativa grazie ad un ulteriore finanziamento della stessa Fondazione Cariplo per 475 mila euro. Il progetto vede la Provincia di Bergamo come capofila e coinvolge, in qualità di partner di progetto, il Parco regionale dei Colli di Bergamo, la Comunità montana Valle Imagna e i Comuni di Carvico, Trescore Balneario e Alzano Lombardo.

Bergamasca: interventi in programma

Il progetto agisce su tre filoni. Il primo riguarda la riqualificazione ecologica dei torrenti Grandone, Rigos e Tadone, che rivestono un ruolo strategico in quanto hanno preservato negli ultimi decenni linee di connettività ecologica residua. Inoltre costituiscono microhabitat di pregio, fondamentali per garantire il libero movimento e la conservazione di numerose specie animali e vegetali. Gli interventi appartenenti a questa tipologia saranno avviati il prossimo autunno e coinvolgeranno il territorio di Carvico, Sorisole e Trescore Balneario.

Carvico

L’intervento sul torrente Grandone, nel territorio di Carvico, assicurerà l’importante funzione di connessione ecologica tra il Monte Canto e l’Isola bergamasca. L’intento è di ricostituire l’ambiente spondale tipico della Pianura bergamasca, con la piantagione di arbusti e alberi autoctoni e la creazione di “aree umide”: piccoli specchi d’acqua atti ad accogliere le varie specie di insetti, anfibi e uccelli che un tempo popolavano numerosi le campagne e i boschi circostanti il torrente.

“Qui la vegetazione è destrutturata, ha subito negli ultimi decenni forti modificazioni a causa dell’azione antropica, anche per la mancanza d’acqua in alcuni tratti del torrente – spiega Moris Lorenzi, architetto e paesaggista – . Noi faremo un lavoro di recupero e valorizzazione del biotopo torrentizio e delle sue pertinenze, con l’inserimento di specie arboree e arbustive autoctone che favoriscano la creazione di rinnovati settori ad elevata naturalità”. Nella proposta rientra anche una vasta superficie posta a sud-ovest del varco, sempre in adiacenza al corso del torrente Grandone. L’area, messa a disposizione a titolo gratuito dalla Società Hidrogest Spa, costituisce un contesto strategico per la creazione di un vasto stepping-stone di raccordo tra il complesso del monte Canto, il fiume Adda e il settore centrale dell’Isola Bergamasca.

Parco dei Colli di Bergamo

L’intervento sul torrente Rigos il cui asse, all’interno del Parco dei Colli di Bergamo, rappresenta l’ultimo collegamento ecologico residuo tra i Colli e le Prealpi Orobie, ha l’obiettivo di rinforzare questo varco attraverso la riqualificazione delle sponde del torrente, in particolare in corrispondenza della “strozzatura” situata tra Almé e Sorisole, e creare nuove piccole aree umide favorevoli alla fauna anfibia e agli invertebrati.

“Questa è una delle zone più fragili del Parco, già riconosciuta come varco della Rete Ecologica Regionale, su cui sono tuttavia previste progettualità viabilistiche negli spazi non ancora urbanizzati: se il territorio viene impreziosito e valorizzato, questi futuri progetti dovranno tenere conto dell’importanza ecologica della zona – afferma Pasquale Bergamelli, responsabile del servizio Tutela e Verde del Parco dei Colli di Bergamo -. Gli interventi previsti oltre ad avere un valore ecologico, svolgono un’azione di recupero del mosaico agricolo tradizionale tipico del passato di questi luoghi”.

Trescore Balneario

Infine per preservare e riqualificare l’area del torrente Tadone, nel territorio di Trescore Balneario, ultimo elemento di connessione ecologica tra le colline che circondano la pianura della Val Cavallina, sono stati individuati diversi interventi di piantagione di arbusti e alberi autoctoni, con funzione di protezione dall’urbanizzazione circostante, e riqualificazione dei passaggi già esistenti sotto le strade più trafficate, e consentire alla fauna un attraversamento sicuro.

“L’asta del Tadone collega la parte collinare più boschiva con l’area pianeggiante e agricola a valle – spiega Luigino Pirola, architetto e paesaggista – rinforzando questo corridoio, promuoviamo la mobilità delle specie faunistiche e la colonizzazione delle specie vegetali locali tra i due ecosistemi che altrimenti si troverebbero disconnessi a causa della sempre maggiore urbanizzazione”.

Il secondo filone consiste in una serie di interventi a favore della fauna anfibia, gravemente minacciata, con la creazione e il ripristino di piccole zone umide, sul modello delle antiche pozze di abbeverata utilizzate in ambito zootecnico, che permetteranno di creare nuovi habitat ad acque ferme, la cui presenza è fondamentale per garantire la tutela di numerose specie di anfibi (tra cui rana agile, rana montana, raganella, rospo comune, rospo smeraldino, ululone dal ventre giallo, tritone punteggiato e tritone crestato).

I due siti principali

Gli interventi saranno avviati in questi mesi, in particolare su due siti. In Comunità montana Valle Imagna, dove saranno realizzati 3 nuovi stagni artificiali nel territorio di Ubiale Clanezzo e Strozza, in corrispondenza di un vecchio canale costruito da Enel sulla sponda sinistra del torrente Imagna, ora abbandonato e riconvertito in una pista ciclopedonale.

Si prevede di ricreare sul percorso alcune piccole zone umide utili a sostenere le popolazioni locali di anfibi come rospo comune e rana montana. “È un intervento di utilizzo, abbandono e ritorno: il territorio era stato sfruttato per creare elettricità nel secolo scorso, poi l’uomo ha deciso che il canale non serviva più e l’ha abbandonato favorendo l’occupazione da parte delle popolazioni di diverse specie di anfibi – spiega Roberto Rota, funzionario Comunità Montana Valle Imagna – c’è stato poi un ritorno dell’uomo che ha creato la pista ciclo-pedonale, cercando tuttavia di rispettare le popolazioni di anfibi presenti. E ora vogliamo fare qualcosa affinché gli anfibi possano convivere al meglio con la pista ciclo-pedonale”.

Alzano Lombardo

Il Comune di Alzano Lombardo, dove saranno realizzati cinque nuovi specchi d’acqua a bassa profondità sulla dorsale che dal valico della Forcella di Monte di Nese si estende verso la località “Spiazzi” sotto la cima Filaressa, progettati per favorire la conservazione di specie tipiche di questo territorio, come il tritone crestato e l’ululone dal ventre giallo. “Finché l’uomo utilizzava queste riserve d’acqua per abbeverare il proprio bestiame, questi ambienti peculiari avevano un alto valore nella povera economia contadina e per tale motivo venivano conservati con estrema cura – commenta Enrico Bassi, naturalista e faunista – .

Ripristinando 5 pozze di abbeverata prosciugate da quasi 30 anni, ridaremo vita a una comunità di piccoli anfibi e di piccoli rettili che altrove stanno scomparendo, ma daremo anche la possibilità alle diverse generazioni di riacquisire contezza dell’antico paesaggio rurale tipico delle nostre montagne”.

La terza tipologia di intervento infine riguarda l’installazione di dissuasori ottici e acustici per ridurre il fenomeno della mortalità stradale della fauna (road killing). La posa di questi strumenti, che “avvertono” la fauna dell’arrivo dei mezzi motorizzati, in particolare nelle ore notturne, ne favorisce il movimento sul territorio, riducendo la mortalità legata alle collisioni accidentali col traffico automobilistico. Tra le specie più favorite dall’intervento si annoverano i piccoli mammiferi e gli ungulati.

La presenza di fauna selvatica sulle strade presenta inoltre criticità in termini di pubblica sicurezza, anche in ragione della recente espansione di specie animali di grossa taglia (capriolo, cinghiale e cervo).

arcoverdebergamo.it

A completare il progetto, che potrà essere seguito nell’avanzamento dei lavori all’indirizzo arcoverdebergamo.it, verranno organizzati laboratori didattici multidisciplinari rivolti alle classi quarte e quinte delle scuole primarie dei paesi interessati.

“La forza del progetto Arco Verde è che non ha a che vedere unicamente con la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente – dichiara il presidente della Provincia Matteo Rossi – ma parte dal presupposto che migliorare la qualità dell’ambiente in un luogo significa migliorare la qualità della vita di chi lo abita e di chi lo frequenta, in una prospettiva molto più ampia e rivolta al futuro. Pensiamo ad esempio all’intervento per evitare gli incidenti stradali: non si tratta solo di salvare la vita agli animali, ma anche di migliorare la sicurezza di tutti coloro che circolano su quelle strade”.

Il ripristino di un ecosistema fluviale

Una buona qualità della vita in ambiente urbano, non è solo un bisogno, è anche una risorsa fondamentale per il futuro. Ad esempio, il ripristino di un ecosistema fluviale è un tema affrontato in diversi contesti, sia cittadini che rurali: i temi delle greenway, del recupero fruitivo di spazi degradati o ‘evitati’ in quanto considerati malsani o insicuri, solo per citare due tra i molti esempi, sono oggi molto considerati nelle politiche urbane e del mondo rurale che, finalmente, riconoscono nella qualità dei paesaggi e degli ecosistemi un valore che va ben oltre la necessaria tutela di specie animali e vegetali o l’aumento della biodiversità.

Ne è convinta anche Vera Persico, funzionario del servizio Aree protette, Biodiversità e Paesaggio della Provincia e responsabile del progetto: “Penso alle parole di Peppino Impastato nel film “I cento passi”, sul fatto che la bellezza è una delle cose più importanti, di come sia facile distruggerla e abituarsi alla sua assenza, e di come invece occorra lavorare per difenderla e farla riconoscere alla gente. Nel nostro piccolo, stiamo facendo questo, ricreare un po’ di bellezza per vivere meglio e in modo più rispettoso e consapevole ”.