Brexit, Burnham apre al ritorno del Regno Unito nell’Ue: «Potremmo andare fino in fondo»
Dieci anni dopo il referendum sulla Brexit, il Regno Unito torna a interrogarsi sul proprio futuro in Europa. Il premier britannico Andy Burnham ha aperto ufficialmente anche alla possibilità di un ritorno del Paese nell’Unione europea, affermando che il governo dovrà valutare tutte le opzioni disponibili per ridefinire i rapporti con Bruxelles.
Il passaggio più significativo è arrivato nelle dichiarazioni rilasciate dal primo ministro dopo il suo intervento alla conferenza annuale del Labour. Burnham ha spiegato che Londra potrebbe mantenere gli attuali rapporti con l’Unione, avvicinarsi attraverso un’unione doganale, valutare un ritorno nel mercato unico oppure «andare fino in fondo».
Quest’ultima formula apre, di fatto, alla possibilità di tornare a discutere della piena adesione del Regno Unito all’Unione europea.
«Dobbiamo guardare alle opzioni», è il concetto ribadito da Burnham, sottolineando che ciascuna ipotesi dovrà essere valutata sulla base di ciò che è concretamente realizzabile e dei relativi vantaggi e svantaggi.
«La Brexit ha fatto più male che bene»
Il nuovo orientamento arriva dopo un giudizio particolarmente netto espresso dal premier sulla Brexit.
Nel suo discorso alla conferenza del Labour a Liverpool, Burnham ha sostenuto che l’uscita dall’Unione europea abbia prodotto più conseguenze negative che positive. Secondo il primo ministro, la promessa di «riprendere il controllo» non avrebbe prodotto i risultati attesi e il Paese si sarebbe trovato ad affrontare nuove difficoltà sul piano economico e nella gestione dell’immigrazione.
Per Burnham non è quindi più sufficiente lasciare irrisolta la questione del rapporto tra Londra e Bruxelles. Il governo vuole mettere a confronto le diverse possibilità e definire quale debba essere la relazione di lungo periodo del Regno Unito con i suoi partner europei.
Dal rapporto attuale al possibile ritorno nell’Ue
Le opzioni indicate dal premier delineano una scala di possibili avvicinamenti all’Europa.
La prima è quella di mantenere l’attuale situazione post-Brexit. Una seconda possibilità riguarda un ritorno nell’unione doganale, che consentirebbe di ridurre alcune delle barriere commerciali introdotte dopo l’uscita dall’Ue.
Un ulteriore scenario sarebbe il ritorno nel mercato unico europeo, con un rapporto molto più stretto con le regole e gli standard dell’Unione.
Infine c’è l’ipotesi più radicale: «andare fino in fondo», cioè prendere in considerazione nuovamente la piena appartenenza all’Unione europea.
Burnham non ha però annunciato un percorso formale verso il rientro nell’Ue. Non è stata annunciata una richiesta di adesione e non è stato indicato un calendario per un eventuale referendum. La posizione espressa dal premier riguarda, al momento, la necessità di mettere tutte le alternative sul tavolo e valutarle.
Una svolta nel dibattito britannico
La dichiarazione rappresenta comunque un passaggio rilevante nel dibattito politico britannico. Per anni, il tema del ritorno nell’Unione europea è rimasto ai margini delle principali strategie dei governi britannici, mentre il confronto politico si è concentrato soprattutto sulla gestione delle conseguenze della Brexit e sulla costruzione di un nuovo rapporto con Bruxelles.
Ora il primo ministro ha esplicitamente inserito anche la piena adesione all’Ue tra gli scenari da considerare.
La discussione arriva nel decimo anniversario del referendum del 2016, quando gli elettori britannici votarono per l’uscita dall’Unione europea. Il Regno Unito ha poi lasciato formalmente l’Ue nel 2020, dopo un lungo processo politico e negoziale.
Da allora il rapporto con l’Europa è rimasto uno dei temi centrali della politica britannica. L’apertura di Burnham riporta quindi la questione direttamente al centro dell’agenda nazionale.
Il prossimo confronto con Bruxelles
Burnham ha indicato il prossimo vertice tra Regno Unito e Unione europea come un momento nel quale presentare al Paese le diverse possibilità sul futuro dei rapporti con Bruxelles.
Il governo dovrà quindi affrontare una discussione che non riguarda soltanto l’eventuale ritorno nell’Ue, ma anche il possibile rafforzamento dei rapporti commerciali, economici e politici con l’Unione.
La questione è destinata a riaprire un confronto che sembrava definitivamente chiuso dopo il referendum del 2016.
Il messaggio di Burnham, per ora, è chiaro: il futuro europeo del Regno Unito non viene più considerato una questione definitivamente archiviata. Tra le opzioni da esaminare c’è anche quella di «andare fino in fondo» e valutare un nuovo ingresso nell’Unione europea.
Non significa che la Gran Bretagna stia per rientrare nell’Ue. Significa che, per la prima volta a questo livello politico, il ritorno nell’Unione viene nuovamente indicato come una delle possibilità da mettere concretamente a confronto con le altre.
