31 Agosto 2026
Italia

Luce sui Parchi, la Calabria riscopre il suo patrimonio culturale: «Un modello da replicare»

La Calabria non deve limitarsi a mostrare i propri tesori: deve tornare a considerarli un vero capitale culturale, turistico ed economico. È questo il messaggio emerso dalla chiusura di “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare”, andata in scena domenica 30 agosto alla Villa Romana di Casignana.

A suggellare l’ultima giornata è stata la cantautrice Tosca, protagonista del conversaconcerto Le feminae si fanno aspettare, in dialogo con Tony Canto. Dal palco del sito archeologico l’artista ha sottolineato il valore delle espressioni autentiche delle comunità, della memoria e delle tradizioni locali, indicando nella loro tutela uno degli strumenti attraverso cui costruire una nuova idea di rinascita.

Un messaggio che l’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese ha collegato alla strategia turistica della Regione Calabria e al progetto Calabria Straordinaria, promosso dal Dipartimento Turismo della Regione e realizzato dall’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, insieme alla Calabria Film Commission e all’Accademia Senocrito.

Calabrese: «Non finisce un progetto, comincia un percorso»

Per l’assessore Calabrese, la conclusione della sei giorni nella Locride rappresenta soprattutto un punto di partenza.

L’esperimento ha infatti portato cittadini e visitatori all’interno di alcuni dei più importanti siti archeologici calabresi, unendo spettacolo, storia, paesaggio, produzioni locali e conoscenza del territorio.

Il risultato, secondo la Regione, dimostra che esiste una domanda turistica interessata a una Calabria che vada oltre la tradizionale dimensione balneare.

Da qui l’ipotesi di proseguire nel 2027, estendendo il modello ad altri importanti patrimoni archeologici della regione.

L’obiettivo è trasformare i siti storici da semplici luoghi da visitare in vere esperienze culturali, capaci di generare attenzione, permanenza sul territorio e nuove opportunità economiche.

Tosca a Casignana: «I nostri gioielli sono un capitale»

La serata conclusiva ha avuto come protagonista Tosca, che ha portato a Casignana il suo spettacolo-conversazione insieme a Tony Canto.

Il messaggio dell’artista è stato fortemente legato all’identità: valorizzare ciò che nasce dalle comunità, comprese le espressioni più piccole e artigianali, significa proteggere un patrimonio che non può essere replicato altrove.

Durante l’appuntamento Tosca ha inoltre reso omaggio a Otello Profazio, figura fondamentale della musica popolare calabrese. Attraverso la sua opera sono tornati al centro temi come la lingua, l’emigrazione, la memoria e il senso di appartenenza.

Anton Giulio Grande: «La Calabria recupera un primato culturale»

Secondo Anton Giulio Grande, presidente della Fondazione Calabria Film Commission, il progetto ha avuto il merito di riportare l’attenzione su un elemento spesso sottovalutato: la straordinaria profondità storica e culturale della Calabria.

Portare artisti contemporanei all’interno delle antiche polis, nei teatri, nelle agorà e nelle ville romane significa creare un collegamento tra passato e presente.

La cultura, in questa prospettiva, non è un elemento separato dal turismo balneare o dall’enogastronomia. Al contrario, diventa parte di un’offerta più ampia e competitiva.

Casignana, tra archeologia, mare e miti

Prima del concerto di Tosca, la Villa Romana di Casignana è stata protagonista di un talk dedicato alla storia e ai miti del sito, condotto da Domenico Gareri.

È stato l’ultimo appuntamento di un format costruito intorno al rapporto tra mare, archeologia e territorio.

L’idea è stata quella di accompagnare il pubblico alla scoperta dei luoghi attraverso visite, incontri e approfondimenti, prima ancora dello spettacolo.

Alla giornata conclusiva ha partecipato anche il presidente del Consiglio comunale di Casignana, Franco Crinò.

Carmen Consoli: «Cultura e sostenibilità sono anche economia»

Nei giorni precedenti era stata Carmen Consoli a lasciare un’altra riflessione destinata a sintetizzare lo spirito dell’iniziativa.

All’Arena Epizefiri di Locri, con Tra Mito e Follia, la cantautrice aveva collegato cultura, sostenibilità e sviluppo economico, sottolineando come il patrimonio culturale possa diventare una risorsa concreta per i territori.

Una visione riassunta nella provocazione secondo cui si può vivere «di pane e Divina Commedia»: un modo per ribadire che cultura e economia non sono necessariamente mondi separati.

Sebastiano Somma porta Hemingway nel teatro di Portigliola

Sabato scorso il Teatro greco-romano di Portigliola, all’interno del Parco archeologico di Locri Epizefiri, aveva accolto Sebastiano Somma con Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway.

L’attore, accompagnato al violoncello dal maestro Liberato Santarpino e da Federica Sottile, ha portato la parola letteraria all’interno di uno dei luoghi simbolo della storia calabrese.

È proprio questo uno degli elementi caratterizzanti di Luce sui Parchi: utilizzare linguaggi artistici differenti per raccontare luoghi che possiedono già una storia millenaria.

Sei giornate per raccontare una Calabria diversa

Il percorso era iniziato il 24 agosto a Locri Epizefiri, con un programma dedicato al rapporto tra archeologia, Mediterraneo e produzioni identitarie e con la partecipazione di Alessandro Siani.

Il 26 agosto è stata la volta di Loredana Bertè. Il giorno successivo, nell’Antica Kaulon di Monasterace, il territorio ha incontrato il sound identitario di Fabio Macagnino e Movimento Terra, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio Cilea di Reggio Calabria.

A seguire sono arrivati Carmen Consoli, Sebastiano Somma e, infine, Tosca.

Sei appuntamenti differenti per dimostrare che i parchi archeologici possono parlare a pubblici diversi senza perdere la propria identità.

Greco: «Il mare è il punto da cui leggere il territorio»

Per il direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali, Raffaele Greco, il progetto conferma il ruolo che i Parchi Marini possono assumere nella costruzione di un’offerta turistica regionale integrata.

Il mare non viene quindi considerato come un confine, ma come il punto di partenza per raccontare ciò che esiste attorno: archeologia, borghi, natura, sentieri, produzioni, cultura e comunità.

Una filosofia che si inserisce anche nei percorsi già avviati dall’Ente, tra cui Mare Dentro e il progetto legato alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile.

Il gusto diventa una porta d’accesso alla Locride

Un ruolo importante è stato affidato anche all’enogastronomia.

Il GAL Terre Locridee, presieduto da Francesco Macrì, ha accompagnato le varie tappe con esperienze dedicate ai prodotti e alle tradizioni locali.

Il cibo è diventato così un ulteriore strumento per raccontare la geografia della Locride, mettendo in relazione costa e entroterra, agricoltura, memoria e comunità.

Una regia artistica nata nella Locride

A garantire un filo conduttore all’intera manifestazione è stata l’Accademia Senocrito, con la direzione artistica di Saverio Varacalli.

Anche questo elemento è stato evidenziato da Calabrese: affidare la costruzione artistica a professionalità radicate nel territorio ha consentito di combinare qualità del programma e conoscenza dei luoghi.

La scommessa, adesso, è trasformare la sperimentazione in un modello stabile.

Perché il messaggio arrivato da Casignana è chiaro: la Calabria non deve scegliere tra mare, cultura, archeologia ed enogastronomia. Può mettere tutto insieme e trasformare la propria storia in una delle chiavi del turismo del futuro.