19 Agosto 2026
Italia

Il rito della cuginanza dei Torchia: una festa nel ricordo di nonna Lucia

In un clima di grande festa e serenità si è rinnovato per i Torchia, anche quest’anno, il rito della cuginanza. Una iniziativa nata alcuni anni fa dall’idea di Giuseppe, il maggiore dei nipoti che, di professione fa l’avvocato oltre ad essere padre di due bambini, e favorevolmente accolta da tutti i cugini anche degli altri rami, Ciliberti, Ielapi, Gugliotta, Serrao.

Un incontro conviviale questo nel ricordo di nonna Lucia che i ragazzi hanno voluto omaggiare con un saluto al cielo prima di iniziare a gustare le numerose specialità della tradizione preparate nel corso della giornata da tutti i partecipanti con l’immancabile aiuto e guida delle rispettive mamme. A Francesca il merito di aver imbandito la tavola con particolare cura e fantasia arricchendola con la luce calda delle luminarie e delle candele poste al centro del lungo tavolo sopra al quale ha pensato di collocare piccoli vasi di fiori impreziosendolo maggiormente. È il colpo d’occhio è apparso gratificato dal tocco di classe inaspettato e apprezzatissimo dai commensali che hanno manifestato il loro gradimento con un grosso scrosciante applauso al suo indirizzo. Difficile elencare le tante pietanze preparate. Quello che certamente è stato il piatto che ha ottenuto il maggior successo nel corso della serata, ed il più richiesto a detta dei presenti, è stato il più tipico della cucina nostrana, molto in voga sulle tavole dei calabresi nel periodo agostano: patati, pipi e melangiani. Una vera goduria per il palato e per l’occhio, dall’inconfondibile odore che si è prontamente diffuso per tutta la ruga facendo venire l’acquolina in bocca anche ai piccoli cuginetti impazienti nell’attesa. E tra un piatto e l’altro si arricchisce l’atmosfera e la suggestione del luogo con il suono della chitarra e le vecchie canzoni dei nostri anni più belli: Battisti, Nomadi, Pooh, Fiorella Mannoia, Guccini e De André per passare a Profazio e Mimmo Cavallaro con puntate ai melodici napoletani di ultima generazione accompagnati da incontenibili risate dovute alla esibizione personale di Riccardo, Vittorio e Peppe grande (su tutti Gigi D’Alessio e Sal Da Vinci).

A me, come agli altri genitori, zii e zie, non era permesso partecipare. Concessa solo una visita verso la fine. Così come sempre ho fatto in questi anni, ho accettato per il piacere di suonare e cantare con loro qualche brano e condividere la gioia di quei momenti magici che sanno regalarsi e regalare a noi adulti nel vederli così uniti e felici nello stare insieme, in quello spazio a noi caro, davanti la chiesa di San Foca, da dove la nostra storia di famiglia è partita e dove, si spera, il ricordo possa ancora a lungo continuare ed essere perpetuato. E in quel clima di emozioni non poteva mancare una lacrimuccia, compagna ormai frequente dell’età che avanza. Alla prossima estate allora per ritrovarvi e ritrovarci.