14 Agosto 2026
Gran Bretagna

Farage torna in Parlamento: vittoria a Clacton, ma il vero exploit è di Count Binface

Nigel Farage torna alla Camera dei Comuni. Il leader di Reform UK ha vinto le elezioni suppletive di Clacton, nell’Essex, riconquistando il seggio che aveva lasciato poche settimane fa e ottenendo 22.239 voti, pari a circa il 63% dei consensi. Ma dietro quella che Farage ha definito una «vittoria schiacciante» c’è un risultato destinato a far discutere: al secondo posto è arrivato Count Binface, il candidato satirico con il volto nascosto da un gigantesco bidone della spazzatura, che ha raccolto ben 9.455 voti, quasi il 27%.

Il risultato restituisce a Farage il posto in Parlamento, ma non cancella le polemiche che avevano provocato le sue dimissioni. Al contrario, l’inchiesta sulle sue vicende finanziarie è destinata a ripartire. La commissione parlamentare per gli standard dovrà infatti tornare a esaminare la questione relativa a un dono da 5 milioni di sterline e agli altri aspetti controversi dei finanziamenti legati al leader di Reform UK. Farage ha sempre negato qualsiasi illecito.

La particolarità della consultazione è evidente già dai numeri: 34 candidati, il numero più alto mai registrato in un’elezione parlamentare britannica. I principali partiti nazionali hanno scelto di non partecipare, trasformando la sfida in un confronto quasi surreale tra Farage e una lunga lista di candidati indipendenti, outsider e figure satiriche.

Farage: «Il risultato parla da solo»

Farage aveva deciso di dimettersi da deputato proprio per sottoporsi nuovamente al giudizio degli elettori di Clacton. La sua tesi era semplice: lasciare che fossero gli abitanti della circoscrizione a decidere se meritasse di tornare in Parlamento.

Il verdetto è arrivato con una maggioranza molto ampia. Farage ha ottenuto oltre mille voti in più rispetto alle elezioni generali del 2024, quando aveva conquistato il seggio con 21.225 voti. Questa volta i consensi sono stati 22.239.

«Il risultato a Clacton parla da solo», ha scritto Farage sui social dopo l’annuncio ufficiale.

Ma il leader di Reform UK non si è presentato alla proclamazione. Una scelta insolita nella politica britannica, dove i candidati partecipano tradizionalmente al conteggio e alla cerimonia finale, indipendentemente dall’esito.

Farage ha spiegato di aver ricevuto dalla polizia un avvertimento relativo a una possibile iniziativa per disturbare la proclamazione. La polizia dell’Essex ha però precisato di non aver registrato incidenti né problemi e ha sottolineato che la decisione di partecipare spettava ai singoli candidati e ai loro responsabili della sicurezza.

La sua assenza ha alimentato ulteriormente le critiche.

Il «bidone» che conquista il secondo posto

Se Farage ha vinto, la sorpresa della notte elettorale è stata però Count Binface.

Dietro il personaggio si nasconde il comico britannico Jonathan David Harvey, che da anni utilizza la satira politica per mettere in discussione i meccanismi della politica britannica. Presentatosi come un «guerriero spaziale intergalattico», Binface ha trasformato una candidatura apparentemente goliardica in un risultato elettorale tutt’altro che irrilevante.

I suoi 9.455 voti rappresentano circa il 27% dei consensi e costituiscono di gran lunga il suo miglior risultato parlamentare.

Dopo la proclamazione, Binface ha reagito con la consueta ironia: «Sono arrivato primo nella suppletiva di Clacton! Tra i candidati che si sono degnati di presentarsi ai risultati».

Il suo manifesto elettorale era volutamente surreale. Tra le proposte figuravano promesse di ridurre le tasse agli elettori aumentando quelle «di tutti gli altri», la nazionalizzazione della cantante Adele e una tassa sugli «extraprofitti» dei romanzi crime scritti da celebrità.

Ma dietro la comicità c’era anche un messaggio politico: utilizzare l’umorismo per intercettare il voto di protesta contro Farage e contro una competizione nella quale i grandi partiti avevano deciso di non presentarsi.

Una sfida senza Labour e Conservatori

La decisione dei principali partiti di boicottare la consultazione ha profondamente condizionato il risultato.

Labour, Conservatori, Liberal Democratici e altri importanti schieramenti non hanno presentato un candidato. Il motivo era la convinzione che la suppletiva fosse stata provocata da Farage per rilanciare la propria immagine e trasformare una controversia finanziaria in una nuova prova di forza con il sistema politico.

Il risultato è stato quindi un’elezione anomala, nella quale Farage non ha dovuto affrontare nessuno dei tradizionali avversari politici.

È anche per questo che il 63% ottenuto da Reform UK va letto con cautela. Farage ha certamente mantenuto il proprio consenso a Clacton e ha persino incrementato di oltre mille voti il bottino del 2024. Ma l’assenza dei principali partiti ha reso impossibile una vera sfida bipolare o multipartitica.

L’affluenza si è fermata intorno al 44%, un dato che conferma il carattere particolare della consultazione.

Il problema finanziario non è scomparso

La vittoria permette a Farage di tornare immediatamente alla sua attività parlamentare, ma non chiude la vicenda che aveva provocato le dimissioni.

L’indagine sugli aspetti finanziari della sua attività politica, temporaneamente sospesa durante la campagna elettorale, riprenderà ora che è stato nuovamente eletto. Al centro c’è anche la controversia relativa a un regalo di 5 milioni di sterline proveniente dal finanziere britannico Christopher Harborne, oltre ai rapporti e ai finanziamenti sottoposti a scrutinio.

Farage sostiene di non aver commesso alcuna violazione. Tuttavia, qualora l’organismo parlamentare dovesse stabilire che sono state violate le regole, la vicenda potrebbe avere conseguenze politiche molto pesanti e, in determinate circostanze, aprire la strada a una nuova elezione suppletiva.

In altre parole, la partita di Clacton potrebbe non essere ancora finita.

La satira che diventa politica

La presenza di Count Binface non è un’anomalia assoluta nella storia britannica. Le candidature satiriche fanno parte della tradizione elettorale del Regno Unito da oltre sessant’anni.

Il fenomeno esplose negli anni Sessanta con Screaming Lord Sutch, musicista e fondatore dell’Official Monster Raving Loony Party. Da allora candidati con nomi improbabili, costumi stravaganti e programmi deliberatamente assurdi sono diventati una presenza ricorrente nelle elezioni britanniche.

La particolarità di Clacton è che questa tradizione ha assunto una dimensione inattesa: Binface non si è limitato a fare colore, ma ha conquistato quasi un elettore su quattro, arrivando secondo davanti a numerosi candidati che avevano scelto di trasformare la competizione in una vera battaglia politica.

Il suo risultato dimostra che, anche in una delle circoscrizioni più favorevoli alla destra populista britannica, esiste una consistente area di elettorato intenzionata a esprimere un voto anti-Farage.

Una vittoria che apre nuove domande

Per Farage, dunque, la notte di Clacton porta una buona notizia e diverse incognite.

La buona notizia è evidente: è tornato deputato e ha dimostrato di conservare una solida base elettorale nella circoscrizione.

Le incognite riguardano invece il futuro di Reform UK, la concorrenza sulla destra e soprattutto l’inchiesta parlamentare sulle sue finanze.

La suppletiva ha inoltre confermato una caratteristica ormai tipica della politica britannica contemporanea: il confine tra protesta, spettacolo e politica tradizionale è diventato sempre più sottile.

Farage ha vinto contro 33 avversari. Ma il fatto che il suo principale sfidante sia stato un comico con un bidone della spazzatura in testa non significa che il risultato sia privo di significato.

Anzi, i quasi 9.500 voti conquistati da Count Binface rappresentano il dato più curioso della consultazione e, forse, il segnale politico più interessante. In una circoscrizione dove Farage rimane fortissimo, esiste un’opposizione consistente che, privata dei candidati dei grandi partiti, ha trovato nella satira il proprio punto di riferimento.

Farage torna dunque a Westminster. Ma le domande sul suo futuro politico restano tutte sul tavolo.

E la prossima partita potrebbe essere molto più difficile: non contro un «guerriero spaziale intergalattico», ma contro i suoi avversari politici e, soprattutto, contro le conseguenze dell’indagine parlamentare sulle sue finanze.