6 Agosto 2026
Italia

Hiroshima, 6 agosto 1945: il ricordo di Francesco Stinà “per non dimenticare l’orrore della guerra”

A 81 anni dalla tragedia di Hiroshima, il mondo torna a ricordare una delle pagine più drammatiche della storia dell’umanità. Il 6 agosto 1945, alle ore 8.15, la prima bomba atomica utilizzata in un conflitto venne sganciata sulla città giapponese, provocando una devastazione senza precedenti: circa 140 mila persone morirono entro la fine del 1945 a causa dell’esplosione, delle ferite e delle conseguenze delle radiazioni, in gran parte civili.

Un anniversario che Francesco Stinà, esponente di Indipendenza, richiama con un messaggio dedicato alla memoria delle vittime e alla necessità di difendere la pace.

«Il 6 agosto del 1945 gli Ameri-Cani sganciarono la prima bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima. Morirono 140mila persone, di cui la maggior parte civili», scrive Stinà, utilizzando un’espressione fortemente polemica per accompagnare la sua riflessione.

Nel suo messaggio il ricordo delle vittime diventa una richiesta universale di pace:

«Ore 8.15… il cielo era azzurro quel giorno.
Ridatemi mio padre,
ridatemi mia madre,
ridatemi i miei nonni,
ridatemi i miei figli,
ridatemi il mio essere
e coloro che sono i miei legami.
Ridatemi gli esseri umani».

Una preghiera laica contro ogni forma di violenza, che si conclude con un appello rivolto al presente e al futuro:

«Finché sono al mondo, in questo mondo di esseri umani, ridatemi la pace. Una pace che non possa essere distrutta».

La commemorazione di Hiroshima continua ancora oggi a rappresentare un monito contro l’uso delle armi nucleari e contro il rischio che le guerre possano riportare l’umanità davanti a tragedie già vissute. La memoria dei sopravvissuti, gli hibakusha, resta un richiamo alla responsabilità collettiva affinché quel giorno non venga mai dimenticato.