Il bambino di domani: quando la poesia anticipa le inquietudini del presente
Nel tempo in cui l’intelligenza artificiale ridisegna confini, abitudini e perfino identità, può sembrare che l’umanità stia vivendo una rivoluzione senza precedenti. Eppure, prima degli algoritmi, c’era già un’altra frontiera capace di scuotere le coscienze: la manipolazione genetica, la tentazione di progettare l’essere umano come un prodotto, di costruire la vita secondo criteri di efficienza e successo.
È in questo scenario che, nel 2014, nasce la poesia Il bambino di domani di Domenico Nardo, contenuta nel volume A tu per tu e vincitrice della VI edizione del concorso letterario Parole e Poesia. Un testo che oggi appare sorprendentemente profetico, quasi avesse intuito il nostro presente: un’epoca in cui la perfezione è diventata un imperativo e la fragilità un difetto da correggere.
La poesia racconta un bambino che non viene accolto, ma programmato; non amato, ma armato; non concepito, ma costruito. È l’immagine di un’umanità che rischia di smarrire la propria radice più semplice: la libertà di essere, di sbagliare, di crescere senza dover rispondere a un progetto imposto.
La poesia
Il bambino di domani
Non ti danno neanche il tempo di nascere
e di crescere.
Hanno già pensato al colore degli occhi
e della pelle.
Hanno già previsto come sarai, cosa farai,
dove andrai e quanto guadagnerai.
Hanno già deciso: “potrai vivere solo se vincerai”.
Per questo ti hanno costruito una gabbia
fatta della loro rabbia e del loro veleno,
e non sei cresciuto sereno.
Non sei stato creato, ma programmato;
non amato, ma armato;
non concepito, ma costruito.
Perché devi essere un vincente
e se arrivi secondo
sei solo un perdente!
Così han già scritto il tuo destino
senza pensare
che sei un bambino.
Un monito per l’Europa e per il mondo
Oggi, mentre l’intelligenza artificiale entra nelle scuole, nelle case, nelle scelte politiche e perfino nelle relazioni umane, questa poesia ci ricorda che la vera sfida non è tecnologica, ma etica. Non riguarda ciò che possiamo costruire, ma ciò che siamo disposti a custodire: la dignità, la libertà, la vulnerabilità, la possibilità di essere imperfetti.
Il bambino di domani non è un progetto da ottimizzare, ma una vita da accompagnare. E la poesia, ancora una volta, diventa bussola.
Appuntamento in diretta
Sabato 6 giugno 2026, alle ore 9:30, il direttore Antonio Nesci ospiterà su Fast News Platform un approfondimento dedicato all’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV. All’incontro prenderà parte Domenico Nardo, invitato per offrire una riflessione sul valore dell’umano e sulle sfide etiche che oggi interpellano in modo particolare la Chiesa, chiamata a custodire la dignità della persona in un tempo di rapide trasformazioni tecnologiche e culturali.
La diretta sarà disponibile sul canale YouTube: https://www.youtube.com/@fastnewsplatform
