26 Maggio 2026
Culture

“Famiglie bancomat”: Luca DE LIO accende il dibattito sul peso economico dei genitori

In Italia le famiglie stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel sostegno economico dei figli, anche dopo il loro ingresso nel mondo del lavoro. Un fenomeno che, secondo Luca De Lio, è ormai diventato strutturale e che sta ridefinendo l’equilibrio sociale del Paese.

De Lio descrive una dinamica in cui il supporto familiare non si limita più alle fasi iniziali della vita adulta, ma si estende nel tempo, coinvolgendo affitti, spese quotidiane e periodi di instabilità lavorativa. In molti casi, osserva, sono i genitori a garantire la stabilità economica dei figli adulti attraverso risparmi costruiti nel corso di una vita di lavoro.

Dietro questa situazione si nasconde spesso un sacrificio silenzioso: molte famiglie rinunciano a parte della propria sicurezza economica per sostenere le nuove generazioni, mantenendo un equilibrio sempre più delicato.

Secondo De Lio, si è consolidata una condizione che definisce come quella delle “famiglie bancomat”: nuclei familiari che diventano il principale punto di sostegno economico dei giovani adulti.

Un fenomeno che non riguarda soltanto la dimensione materiale, ma anche quella sociale e culturale. Il rapporto tra giovani, lavoro e futuro sarebbe cambiato negli ultimi anni, anche per effetto dell’influenza dei social network, che hanno modificato la percezione del successo e dei tempi necessari per costruire un percorso professionale.

“Si è creata una distanza crescente tra aspettative e realtà”, osserva De Lio, evidenziando come i percorsi concreti richiedano oggi più tempo, continuità e gradualità rispetto ai modelli immediati spesso percepiti online.

Accanto alle famiglie che riescono a sostenere i figli, esiste però una realtà meno visibile e più fragile: quella dei nuclei che non dispongono di una reale stabilità economica.

In questi casi il sostegno familiare si riduce sensibilmente o non è possibile, e i giovani si trovano a costruire la propria autonomia senza una rete economica di supporto.

“Non dovrebbe essere normale che, ancora oggi, il punto di partenza condizioni così profondamente il futuro dei giovani”, sottolinea De Lio, evidenziando come le differenze legate al contesto familiare continuino a tradursi in opportunità molto diverse già all’ingresso nella vita adulta, alimentando un dibattito sempre più acceso sul tema dell’uguaglianza reale nel Paese.

Per affrontare questa situazione, secondo De Lio, non esiste una soluzione unica, ma un insieme di interventi che devono agire su più livelli.

Il primo riguarda il rafforzamento dell’autonomia dei giovani, attraverso percorsi che rendano la transizione verso l’indipendenza più graduale e sostenibile.

Il secondo riguarda il mondo del lavoro, dove diventa fondamentale rendere più chiari i percorsi di ingresso, migliorare la formazione e garantire maggiore continuità nelle prime fasi della carriera.

In questo contesto, De Lio osserva come anche le realtà strutturate, come le istituzioni pubbliche e le Forze Armate, possano rappresentare una delle possibili opportunità per alcuni giovani, grazie a formazione interna, disciplina e progressione di carriera definita.

Il terzo livello è culturale: recuperare un rapporto più realistico con il tempo, il lavoro e la costruzione del futuro, valorizzando il percorso più del risultato immediato.

Per Luca De Lio, il punto centrale resta la necessità di trovare un equilibrio più sostenibile tra autonomia individuale e sostegno familiare.

Un equilibrio che eviti che il ruolo delle famiglie diventi l’unico fattore determinante nella stabilità economica dei giovani, e che allo stesso tempo riduca quelle differenze di partenza che ancora oggi incidono in modo silenzioso ma decisivo sulle opportunità di vita.