22 Maggio 2026
Italia

Taranto. Asilo nido “Mar Grande”: USIM denuncia lo spostamento dei bambini per lavori

Si “accende” lo scontro sulla gestione dell’asilo nido “Mar Grande” di Taranto, struttura per i figli di personale militare e civile della Marina Militare. A sollevare il caso è l’USIM – Unione Sindacale Italiana Marina, che parla apertamente di una decisione “poco corretta sotto il profilo morale e amministrativo” in merito allo spostamento dei bambini attualmente iscritti.

Secondo quanto denunciato dal Sindacato in una nota, i piccoli utenti – circa 26 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi – che frequentano il nido da settembre sarebbero stati informati solo nel febbraio 2026 dell’avvio di lavori di manutenzione all’interno della struttura, programmati a partire dalla seconda metà di maggio. Interventi che, secondo quanto riportato, erano già noti da tempo e rientrerebbero in una pianificazione comunicata sin dal settembre 2025, con conclusione prevista entro il 2027.

La decisione contestata prevede la chiusura anticipata del nido e il trasferimento dei bambini a partire dal 1° giugno 2026 presso un’altra struttura, il nido “La Cicogna” di via Plateja. Uno spostamento che, secondo l’USIM, comporterebbe un forte impatto sulla continuità educativa: nuovi ambienti, nuove educatrici e una diversa organizzazione delle attività quotidiane.

Nel dettaglio, il sindacato sottolinea come i bambini si troverebbero a cambiare non solo struttura, ma anche abitudini consolidate, tra cui riferimenti educativi, tempi del riposo e gestione delle routine. Una transizione che avverrebbe, sempre secondo la denuncia, senza la presenza dei genitori e con un inserimento graduale non accompagnato da figure familiari in classe.

Ulteriori critiche riguardano le modalità di comunicazione della decisione, definite “non ufficiali e frammentarie”, spesso affidate a riunioni non verbalizzate con i rappresentanti di classe. Una situazione che, secondo quanto riportato, avrebbe generato incertezza tra le famiglie e anche disagi presso la struttura di destinazione, dove alcuni genitori si sarebbero recati per chiedere chiarimenti.

L’USIM sostiene inoltre che sarebbero state valutate anche soluzioni alternative per garantire la continuità del servizio educativo, ma non sarebbero state accolte. Alla base della scelta, secondo il Sindacato, vi sarebbe l’esigenza di avviare tempestivamente i lavori e garantire il rispetto delle tempistiche contrattuali.

Pur riconoscendo la necessità degli interventi strutturali, l’organizzazione sindacale ritiene che la programmazione avrebbe potuto essere gestita diversamente, evitando lo spostamento a fine anno educativo e garantendo una maggiore stabilità ai bambini già iscritti.

Nel comunicato si evidenzia infine come il servizio di accoglienza alternativa non risolverebbe le criticità segnalate dalle famiglie, che chiedono il rispetto del percorso educativo avviato a settembre e una maggiore tutela della continuità per i minori coinvolti.

L’USIM invita quindi le autorità competenti a riconsiderare la decisione e a tenere conto dell’impatto che i cambiamenti potrebbero avere su bambini così piccoli, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione nella gestione delle famiglie del personale militare, soprattutto in contesti caratterizzati da frequenti assenze operative.