12 Maggio 2026
Culture

Convegno al Senato: Donne nelle Forze Armate tra tutela dei diritti e differenze di genere

Convegno al Senato: Donne nelle Forze Armate tra tutela dei diritti e differenze di genere

L’11 maggio 2026, nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani – Senato della Repubblica, si è tenuto il convegno “Donne nelle Forze Armate: differenze di genere, tutela dei diritti e strumenti di giustizia”, moderato dall’Avv. Michela Scafetta e organizzato in collaborazione con l’Avv. Floriana De Donno. L’evento, svolto dalle ore 15.00 alle 18.10, ha registrato una partecipazione eccezionale, risultando sold out con largo anticipo e ricevendo richieste di adesione da tutta Italia.

Dopo i saluti istituzionali del Senatore Marco Silvestroni, Segretario di Presidenza del Senato della Repubblica, e dell’Avv. Elisabetta Rampelli, Presidente nazionale dell’Unione Italiana Forense, i lavori sono entrati nel vivo affrontando, con un approccio tecnico e privo di impostazioni ideologiche, il complesso rapporto tra tutela dei diritti, differenze di genere, gerarchia militare e strumenti di giustizia.

La Dott.ssa Antonella Masala, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale Militare di Roma, è intervenuta sul tema “Donne in armi e giustizia militare: fronteggiare le barriere, scrivere la storia”, soffermandosi sulle persistenti criticità culturali e strutturali nei contesti militari tradizionalmente maschili e sulla necessità di promuovere una reale cultura della tutela all’interno delle istituzioni.

La Dott.ssa Valeria Procaccini, Giudice presso il Tribunale Militare di Roma, ha approfondito il tema “Donne nelle caserme: dalla difficoltà della denuncia alla necessità di una normativa speciale”, evidenziando come la denuncia, in contesti fortemente gerarchizzati, possa comportare isolamento e conseguenze personali e professionali, rendendo necessario un ripensamento degli strumenti normativi vigenti.

La Dott.ssa Federica Maffia, psicologa forense e CTU del Tribunale Ordinario e della Procura della Repubblica di Roma, ha analizzato il ruolo della consulenza psicologico-forense nei conflitti interni alle Forze Armate, sottolineando l’impatto che discriminazioni, vessazioni e pressioni ambientali possono avere sull’equilibrio psicologico e sull’identità professionale dei soggetti coinvolti.

L’Avv. Floriana De Donno, avvocato cassazionista, ha invece affrontato il tema “Quando la tutela diventa processo”, soffermandosi sulle difficoltà umane e processuali che caratterizzano i percorsi giudiziari, nei quali il processo può trasformarsi in un’esperienza di forte esposizione personale.

Il Dott. Filippo Verrone, Presidente del Tribunale Militare di Napoli, ha trattato il tema “La rilevanza della differenza di genere nell’ambito della differenza di grado”, analizzando il rapporto tra gerarchia militare e asimmetrie di potere e il loro impatto sulle dinamiche relazionali e sulla tutela della persona.

Il Dott. Enzo Santoro, Presidente del Tribunale Militare di Verona, ha concluso la sezione istituzionale con un intervento dedicato ai “Fatti di violenza domestica e reati militari: vuoti di tutela e possibili rimedi”, approfondendo le criticità nel coordinamento tra diritto penale comune e diritto penale militare, con particolare riferimento alle lacune normative nei contesti gerarchici.

Particolarmente significative anche le testimonianze del Colonnello della Guardia di Finanza Antonella Casazza e del Capitano di Fregata Stefania Milione della Capitaneria di Porto, che hanno condiviso la propria esperienza professionale e personale, offrendo una riflessione concreta sulle responsabilità e sulle sfide che le donne in uniforme affrontano quotidianamente.

A chiudere i lavori è intervenuta l’Avv. Chiara Rossi, che ha analizzato una recente pronuncia della Corte di Cassazione in materia di violenza sessuale, ingiuria militare e tutela della dignità del militare, evidenziando il delicato equilibrio tra disciplina militare e tutela della persona.

Nel corso del convegno è emerso con chiarezza un principio condiviso: affrontare il tema dei diritti nelle Forze Armate non significa indebolire le istituzioni, bensì rafforzarne la credibilità attraverso l’analisi rigorosa delle criticità e la ricerca di soluzioni equilibrate, nel rispetto dei valori dello Stato e della persona.