23 Aprile 2026
Svezia

Svezia, il governo apre all’ipotesi razionamento carburante: “Pronti se la crisi peggiora”

La Svezia non esclude il ricorso al razionamento del carburante nei prossimi mesi, qualora gli effetti della guerra in Medio Oriente dovessero prolungarsi e aggravarsi. È quanto emerso dalle parole del primo ministro Ulf Kristersson, che ha fatto il punto sulla situazione economica del Paese nel corso di una conferenza stampa.

Secondo il governo, l’impatto della crisi internazionale sull’economia svedese è già passato da una fase “limitata” a una condizione definita “significativa”, segnale di un progressivo peggioramento legato soprattutto alle tensioni sui mercati energetici.

“Non prevediamo per ora di introdurre un razionamento – ha dichiarato Kristersson – ma siamo pronti a questa eventualità e, se necessario, lo annunceremo con largo anticipo”. Una posizione prudente, che lascia però aperto lo scenario di misure straordinarie nel caso in cui le forniture di carburante dovessero subire ulteriori contraccolpi.

L’eventuale razionamento rappresenterebbe un passo rilevante per un Paese come la Svezia, che negli ultimi anni ha puntato con decisione sulla transizione energetica ma resta comunque esposto alle dinamiche internazionali legate a petrolio e gas. Le tensioni in Medio Oriente, infatti, continuano a influenzare i prezzi e la disponibilità delle risorse, con ripercussioni dirette su trasporti, industria e consumi.

Il governo svedese, intanto, monitora l’evoluzione del contesto geopolitico e si prepara a intervenire per garantire la stabilità interna, cercando di contenere gli effetti della crisi su cittadini e imprese.