22 Aprile 2026
Culture

Catanzaro, il tempo del silenzio e della misericordia

Riflessione dopo la tragedia che ha colpito una madre e i suoi tre figli

Ci sono momenti in cui le parole non bastano. Momenti in cui la cronaca si ferma, la voce si abbassa e resta solo un grande, immenso dolore. La tragedia avvenuta a Catanzaro, dove una madre si è lanciata dal balcone con i suoi tre figli, lasciando dietro di sé morte, sgomento e una comunità ferita, è uno di questi momenti.

Di fronte a un dramma così profondo, non è il tempo del giudizio. Non è il tempo delle analisi affrettate, delle ipotesi, delle condanne. È, invece, il tempo del silenzio, della preghiera, della misericordia. Quella misericordia che – come ci insegna la nostra fede – Dio avrebbe applicato per primo: uno sguardo che non accusa, ma accoglie; che non punta il dito, ma abbraccia; che non divide, ma consola.

Oggi la nostra vicinanza va alla famiglia distrutta da questo dolore, ai parenti che portano un peso impossibile da immaginare, e all’intera comunità catanzarese che si ritrova improvvisamente più fragile, più smarrita, più umana.

Un pensiero speciale va alla bambina di sei anni, l’unica sopravvissuta, che sta lottando contro la morte con una forza che commuove e spiazza. A lei va la preghiera di tutti: che possa trovare la strada della vita, che possa essere circondata da amore, cure e speranza.

In queste ore, l’unico gesto possibile è stare accanto: accanto al dolore, accanto al mistero, accanto a chi resta. Con rispetto, con pudore, con fede.

Perché ci sono ferite che non si spiegano. Si accompagnano. E si portano nel cuore.

Domenico Nardo

Presidente dell'"Associazione Culturale Rachele Nardo-LLFF", avvocato, docente di discipline giuridiche ed economiche presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, scrittore, conduttore radiofonico.