5 Marzo 2026
Culture

Un arbitro su quattro  è donna, ma se la nomina spetta alla Camera Arbitrale di Milano la quota sale all’80%. 8 marzo divario di genere e professioni legali: arbitri donne, mediatrici ed esperte di crisi

In tema di professioni legali e gender gap, un terzo delle nomine degli arbitri effettuate nel 2025 nei procedimenti arbitrali amministrati dalla Camera Arbitrale di Milano (CAM) ha riguardato un arbitro di genere femminile.

Nel Servizio di mediazione CAM su un totale di 905 procedimenti di mediazione avviati nel 2025, il 61% è stato gestito da mediatrici e il 39% da mediatori; nel 2025 sono stati nominati 19 mediatori (per 288 casi) e 35 mediatrici (per 617 casi). Le mediatrici hanno un’età variabile dai 27 anni ai 77 anni e come professione si tratta per il 60% di avvocate, per l’8,5% di commercialiste e nel 28,5% dei casi svolgono altre professioni (dirigenti scolastici, impiegate, psicologhe etc…).

In tema di Composizione Negoziata della crisi, su un elenco di 4.677 esperti nazionali, il 23% (1.066) è rappresentato da donne. Su 878 esperti lombardi, il 25% (218) è donna. Se guardiamo agli incarichi degli esperti, la presenza femminile si mantiene costante nei dati nazionali e lombardi: in particolare, in Lombardia rappresenta il 27% (146 donne incaricate su un totale di 538 incaricati). A livello nazionale le esperte incaricate rappresentano il 25% (652 donne incaricate su un totale di 2.591 incaricati). Se analizziamo quante persone sono state effettivamente incaricate rispetto al totale delle liste disponibili, emerge una preferenza proporzionale per il genere femminile:

Ambito Genere
Nazionale Donne 61% 652 donne incaricate su 1.066 donne iscritte
Uomini 54% 1.939 uomini incaricati su 3.611 uomini iscritti
Lombardia Donne 67% 146 donne incaricate su 218 uomini iscritti
Uomini 59% 392 uomini incaricati su 360 uomini iscritti

In sintesi: Nonostante le donne siano numericamente meno presenti nelle liste generali, hanno una probabilità maggiore di essere selezionate per un incarico rispetto ai colleghi uomini, sia a livello nazionale che regionale.

(Fonte: Camera Arbitrale dati Arbitrato e mediazione riferiti al 2025; dati sulla Composizione negoziata della Crisi dal 2021 al 2025)

 

CAM Società Benefit e parità di genere. CAM è diventata Società Benefit nel 2025 e si è posta l’obiettivo di garantire un equilibrio di genere nelle nomine dei professionisti coinvolti nelle proprie procedure, fissando un target di rappresentanza compreso tra il 40% e il 60% per ciascun genere. I dati relativi all’ultimo anno confermano il raggiungimento di questo obiettivo. Complessivamente sono stati nominati 228 professionisti: 100 donne (44%) e 128 uomini (56%). Nel dettaglio, le nomine hanno riguardato 174 arbitri – di cui 65 donne e 109 uomini – e 54 mediatori, tra cui 35 donne e 19 uomini.

 “Dal 2016 – ha dichiarato Stefano Azzali, Direttore Generale della Camera Arbitrale di Milano – CAM ha sottoscritto, insieme a numerose istituzioni internazionali, l’Equal Representation in Arbitration Pledge per promuovere un’equa rappresentanza di genere nei Tribunali Arbitrali, trasformando un principio in una prassi concreta. I dati CAM più recenti confermano questo impegno: quasi un arbitro su tre è donna e, come Società Benefit, abbiamo raggiunto il target di equilibrio di genere che ci siamo fissati, con una rappresentanza complessiva del 44% di professioniste nominate nel 2025. Auspichiamo che, al momento delle nomine, parti, difensori e co-arbitri considerino il valore aggiunto di collegi realmente rappresentativi, in cui la qualità e la competenza delle professioniste trovino pieno riconoscimento, in linea con gli obiettivi di equilibrio e pari opportunità che guidano la nostra azione istituzionale”.

 

Arbitrato. Sul tema dell’equa rappresentanza nei Tribunali Arbitrali, la Camera Arbitrale di Milano (CAM) da anni si impegna per la riduzione del divario di genere, anche grazie alla sottoscrizione dell’Equal Representation in Arbitration Pledge, che, oltre a essere un formale impegno, è anche un invito alla comunità arbitrale internazionale ad aumentare, sulla base di pari opportunità, il numero di donne nominate come Arbitri, con l’obiettivo della piena parità. Sottoscritto nel 2016, ad oggi hanno aderito al Pledge oltre 6000 fra persone fisiche e istituzioni, fra cui numerosi studi legali internazionali e Istituzioni arbitrali di tutto il mondo.

Nomine Arbitri in CAM: nei procedimenti arbitrali CAM depositati nel 2025, 316 sono state le nomine di Arbitri sia di genere femminile che maschile, effettuate da CAM, dalle Parti, da Co-Arbitri e da altre autorità di nomina come Il Presidente di CAM o il presidente della Camera di commercio. Le nomine di arbitri donna (a opera di CAM, delle Parti o dei Co-Arbitri) sono state 84, pari al 27% del totale delle nomine (dunque, quasi un arbitro su tre è donna).

Nomine di Arbitri donne in CAM. CAM si impegna per la riduzione del divario di genere: sul totale delle donne nominate Arbitro (84 nomine), 67 sono state nominate da CAM, che in percentuale rappresenta il 79,7% sul totale delle nomine di Arbitri donna; la quota delle nomine di donne diminuisce se la nomina spetta alle Parti (13 nomine, pari al 15,5% sul totale delle nomine di arbitri donne) o avviene ad opera di Co-Arbitri o di altri soggetti delegati alla nomina (4 nomine, pari al 4,8%).

Nomine che spettano a CAM. Su un totale di 316 nomine di Arbitri (sia uomini che donne) effettuate da CAM, 67 sono le donne nominate dalla Camera o dal suo Presidente.