Barcellona: Natale tra tradizione e abbondanza. Ma occhio allo spreco alimentare
A Barcellona il Natale è sinonimo di luci sfavillanti, tavole imbandite e antiche tradizioni che si rinnovano ogni anno tra le famiglie catalane. Dalla vigilia fino al “Día de Reyes”, il 6 gennaio, si susseguono pranzi, cene e dolci che raccontano l’anima di una cultura che ama festeggiare con calore. Ma proprio questo spirito di abbondanza rischia, spesso, di tradursi in uno spreco alimentare considerevole.
Secondo l’Agenzia dei Rifiuti della Catalogna, ogni anno durante le festività natalizie lo spreco di cibo aumenta del 25% rispetto alla media degli altri mesi. Una contraddizione evidente se si pensa che nella stessa regione molte famiglie fanno i conti con la povertà alimentare.
Per prevenire questo fenomeno, sono sempre di più le associazioni e le amministrazioni locali che promuovono campagne di sensibilizzazione e buone pratiche, coinvolgendo cittadini, scuole, mercati e ristoratori.
Il Comune di Barcellona ha rilanciato anche quest’anno l’iniziativa “Som responsables, també per Nadal” (“Siamo responsabili, anche a Natale”), in collaborazione con enti e supermercati. L’obiettivo è ridurre gli sprechi domestici e favorire la redistribuzione del cibo in eccesso.
Tra i consigli più diffusi: pianificare con anticipo il menù delle feste e fare una lista della spesa ragionata, evitando acquisti impulsivi “perché è Natale”. Il rischio, come si dice in dialetto catalano, è “fer el ruc”, cioè fare lo sciocco, comprando più del necessario “per no fer mala figura”.
Anche il riutilizzo degli avanzi diventa centrale. Il caneló, piatto tipico del 26 dicembre (Sant Esteve), ne è l’esempio perfetto: si prepara proprio con gli avanzi del giorno di Natale, come arrosti e carni varie. “Mia nonna diceva sempre: menja’t el que hi ha, que no som pas rics!”, racconta Ana, una pensionata del quartiere di Gràcia, evocando con orgoglio la saggezza popolare.
I mercati cittadini, come la Boqueria o Sant Antoni, partecipano con iniziative ad hoc, promuovendo la vendita di prodotti freschi a fine giornata a prezzo ridotto. Alcuni banchi donano anche parte dell’invenduto a fondazioni come Banc dels Aliments, che durante le feste intensifica la raccolta e la distribuzione solidale.
Nei ristoranti si rafforza il diritto al “tupper”, cioè la possibilità di portare a casa gli avanzi del pasto. “Non è più una vergogna – afferma Jordi, gestore di un locale nel Raval – anzi, è un atto di coscienza. Oggi più che mai il cliente vuole evitare gli sprechi”.
Anche le famiglie possono dare il buon esempio coinvolgendo i più piccoli. A scuola e in casa, educare al valore del cibo significa educare al rispetto. “Perché el menjar no es llença”, come si ripete da generazioni: il cibo non si butta.
In una città viva come Barcellona, dove il Natale è fatto di storia, sapori e incontri, è possibile festeggiare con pienezza ma senza eccessi. Con un pizzico di buon senso e un ritorno alla cultura del riuso, il Natale può diventare un’occasione non solo di abbondanza, ma anche di responsabilità condivisa.
