La vittoria di Fico in Campania alle regionali mi ha lasciato con un’amarezza profonda, e credo che rifletta alla perfezione la mediocrità della nostra politica italiana. Non è solo una questione di nomi o partiti: è un sistema che premia l’ignoranza e l’inerzia, dove gli astensionisti, e ce ne sono troppi, finiscono per consegnare il potere a chi sa navigare meglio nel caos.
Guardate le regioni dove ha vinto il centrosinistra: sono spesso quelle più disagiate, improntate su un assistenzialismo cronico che, invece di essere un ponte verso l’autonomia, diventa una comoda culla per intere generazioni. E così, non andiamo da nessuna parte.
L’assistenzialismo ha senso solo se è uno strumento temporaneo per reintegrare le persone nel mondo del lavoro, non un modus vivendi che penalizza chi si rimbocca le maniche, crea imprese e genera posti di lavoro veri. Altrimenti, chi continua a costruire viene sempre più svantaggiato da chi preferisce aspettare il sussidio. È un circolo vizioso che non cambierà mai, finché non decidiamo di romperlo.
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