23 Febbraio 2024
Economia

Al via concorsi per l’assunzione di oltre 30 mila docenti in Italia

Sono stati pubblicati sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito i bandi per i concorsi che porteranno all’assunzione in ruolo di oltre 30mila docenti nelle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di 9.641 posti nella Scuola primaria e dell’infanzia e di 20.575 posti in quella secondaria di primo e di secondo grado. Numeri che potrebbero arricchirsi con un ulteriore contingente di circa 14mila posti, attualmente in attesa di autorizzazione.

I requisiti per candidarsi

Per entrambe le procedure, le istanze devono essere presentate dalle ore 14:00 del giorno di pubblicazione del bando sul Portale Unico del reclutamento fino alle ore 23.59 del ventinovesimo giorno successivo a quello di apertura delle candidature. Cioè da oggi 11 dicembre 2023 al 9 gennaio 2024.

Le regole transitorie del PNRR consentono di partecipare ai concorsi per la scuola secondaria, oltre che agli abilitati all’insegnamento, anche ai candidati che possiedano il titolo di studio richiesto e abbiano maturato almeno 3 anni di servizio nelle istituzioni scolastiche statali negli ultimi 5 anni, di cui almeno 1 nella specifica classe di concorso per cui si concorre. Inoltre, è richiesto il possesso di 24 CFU/CFA, acquisiti entro il 31 ottobre 2022.

Una lezione simulata farà parte della prova orale

Il concorso prevedrà una prova scritta, da svolgere in modalità “computer based”, e una orale. Quella scritta, della durata di 100 minuti, sarà composta da 50 quesiti a risposta multipla, di cui quaranta sulle conoscenze e competenze in ambito pedagogico, psicopedagogico e didattico-metodologico. Le restanti domande accerteranno invece la conoscenza della lingua inglese e le competenze digitali.

La prova orale verterà sulla disciplina per la quale partecipa al concorso, oltre che sulle competenze didattiche generali, la capacità di progettazione, l’uso delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali.

Novità interessante è l’introduzione, nel corso della prova orale, di una lezione simulata. Servirebbe infatti, secondo il Ministero, a valorizzare, nella selezione, la verifica delle effettive capacità didattiche dei candidati.