24 Luglio 2024
Italia

A Barletta lavori di messa in sicurezza delle Mura di via del Carmine

La costruzione delle mura si ebbe con l’arrivo degli Aragonesi, come risulta dai documenti del 1458, 1465 e 1481.Le mura Aragonesi vennero erette su un orlo di scarpata di quelli che geomorfologicamente vengono chiamati i “depositi marini terrazzati”. Il dislivello varia dai 7 metri, in prossimità del fortino Paraticchio, ai pochi centimetri in prossimità della Chiesa del Carmine.

Al concorso di idee “Periferie 2017”, promosso dal Ministero dei Beni Culturali (MIBACT) e dal Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggistici e Conservatorifu presentato, da un pool di giovani architetti (Mariacristina Agnello, Maria Rosario Bruno, Vincenzo Salierno, Massimiliano Cafagna) il progetto “Oltre le Mura” per la riqualificazione delle mura di via Del Carmine, volto a stabilire una connessione tra il centro storico, le mura e la litoranea di ponente.Il progetto fu premiato come 1° classificato. L’Amministrazione comunale nel 2019, nell’ambito del bando regionale SISUS che finanziava progetti di riqualificazione urbana ha proposto di affidare per merito professionale a questi giovani architetti, attraverso la costituzione di un R.T.I. presso la società d’ingegneria Euro Tecno Service s.r.l. di Bari, il servizio di Progettazione Definitiva e successivamente l’incarico per la redazione del Progetto Esecutivo.

Nell’ambito del progetto per il Lotto 2 gli architetti, di intesa con la Sopraintendenza hanno progettato il parapetto in conci di Carparo (tufo da costruzione). L’intero parapetto in fase di realizzazione sarà coperto da un cordolo in pietra dura provvisto di gocciolatoio e aggetto di 10 cm. lievemente inclinato verso il lato marciapiede (3%) per favorire il deflusso delle acque meteoriche verso lo stesso. La scelta del parapetto murario si fonda su indagini di documenti storico-filologicici e fotografici.Anticamente, infatti, il paramento murario delle fortificazioni si elevava oltre la quota del rilevato stradale, per garantire la protezione alle milizie e ottemperare agli scopi difensivi delle fortificazioni. La scelta di un parapetto in muratura e non metallico, inoltre, trova confronti in numerosi interventi di restauro di circuiti murari pugliesi, quali ad esempio nelle città di Ostuni, Monopoli, Bari, Giovinazzo e Molfetta.Anche in base a valutazioni di carattere architettonico, inoltre, le qualità formali di una ringhiera metallica appaiono incompatibili con l’estetica della cinta muraria, alterandone il carattere di testimonianza storica. Il progetto per il Lotto 2, dunque, propone un parapetto opaco in muratura, riprendendo il tipo già presente all’estremità occidentale delle mura e in previsione di una auspicabile sostituzione di quello metallico.