24 Maggio 2024
Italia

Come trovare la replica in oro delle 500 lire con le caravelle rovesciate?

Sono tanti gli amanti delle monete in Europa e nel Mondo. Moltissimi collezionisti risiedono in Italia, altrettanti sono interessati alla moneta nazionale italiana, la Lira, ora non più circolante, essendo stata sostituita dall’Euro, valuta unitaria per diverse Nazioni dell’Unione Europea.

Gli appassionati di numismatica sono molto interessati in particolare alle 500 Lire nelle edizioni di valore e rare come le 500 LIRE con le bandiere “controvento”. In soli 1004 esemplari, le 500 Lire presenta le bandiere delle caravelle al contrario ed è una delle monete italiane più rare e preziose. Molti interessanti sono anche le repliche, esemplari riconiati su Autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Dipartimento del Tesoro). Dove trovare la replica in oro delle 500 lire con le caravelle rovesciate? Basta visitare 500lirecaravelle.it e scrivere per ottenere tutte le informazioni sulla nuova emissione da collezione delle 500 Lire con le bandiere controvento coniate per Collezioni Istituzionali. Le 500 Lire caravelle in oro sono davvero uniche e preziose.

Ma facciamo un passo indietro e conosciamo più da vicino la storia delle 500 lire Caravelle Bandiere Controvento. Questa è forse la più famosa e la più bella moneta italiana. La moneta da 500 lire Caravelle è formata di argento 835/1000, pesa 11 grammi e ha un diametro di 29mm. Ciascuna moneta contiene 9,185 grammi di argento fino. È una moneta unica in argento 835 coniata dopo l’istituzione della Repubblica Italiana, che venne impiegata per circolare liberamente in economia e non per scopi celebrativi.

Attenzione però! Le 500 Lire in argento rappresentano una moneta molto diffusa ma non tutte le monete sono uguali. Qualcuno avrà avuto la fortuna di tenere in mano la “Caravella di prova” del 1957. La sua storia leggendaria nasce da un errore. E rispetto alle altre monete simili, ha un valore notevole.

Il Ministro del Tesoro del tempo, senatore Giuseppe Medici, volle le monete da 500 Lire Caravelle per celebrare il rilancio economico e sociale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il conio viene fatto iniziare nel 1957 con incarico al maestro di conio Pietro Giampaoli, poi affiancato da Guido Veroi, di modo che il rovescio risulterà firmato dal primo e il dritto dal secondo. Il lato di Giampaoli raffigura un profilo di donna in abiti rinascimentali e circondato dagli stemmi dei capoluoghi di provincia dell’Italia. Giampaoli aveva concepito anche l’altro verso della moneta, con la raffigurazione di una rosa, ma venne scartato perché non rendeva bene l’idea. Veroi ebbe l’intuizione: apporre le tre caravelle di Colombo. Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America a bordo delle sue caravelle simboleggiavano l’Italia della rinascita.

Il Ministro Medici volle ringraziare i parlamentari regalandogli una prova di conio della nuova moneta, per un totale di 1004 esemplari da non essere immessi in circolazione. Le differenze tra queste monete e quelle ufficiali dall’anno successivo sono: la scritta “prova” apportata in basso, la datazione riportata (1957), il disegno delle croci sulle vele, l’altezza dell’albero di mezzana delle caravelle, la scritta di contorno (Repubblica invece di Repvbblica) e l’orientamento delle bandiere, posizionate controvento.

In realtà, a quanto si apprenderà qualche anno dopo, ne furono coniate più del numero ufficiale di 1004, arrivando anche a 2200 esemplari. Per alcuni non si trattava di un vero e proprio errore, ma per il capitano di Marina Giusco di Calabria, le nuove monete riportavano un errore imperdonabile. Infatti le bandiere in cima agli alberi delle caravelle erano disposte controvento, rivolte verso la poppa. Non si poteva immettere in circolazione una moneta con un simile errore e furono interpellati molti esperti. Dopo un acceso dibattito nel 1958 si scelse di modificare la disposizione delle bandiere. Le 500 lire Caravelle ufficiali furono coniate fino al 1964 e furono circolanti fino al 1967, quando vennero sostituite dalla banconota dello stesso valore. Negli anni successivi fu coniata solo per le confezioni della zecca a scopo collezione, fino al 2001.

Le “Caravelle di prova” arrivano a valere anche 10 mila euro e più, dipende dallo stato di conservazione e dalla quotazione che ne fanno i collezionisti. Una storia molto speciale e piuttosto redditizia per chi oggi ne possiede una o più.