Viaggi d’affari: in Europa si attende la ripartenza

La situazione è sostanzialmente di attesa ma c’è chi si è portato avanti nel pianificare le trasferte per presenziare a riunioni ed eventi nel 2021. Due professionisti su cinque (il 39%) confermano in proposito come la loro azienda si sia già mossa in questa direzione mentre la metà delle imprese è al momento ferma e una su dieci (11%) non è ancora certa dei propri piani di viaggio. In Europa la percentuale di società che ha già definito un planning di trasferte aziendali arriva al 55% mentre in America del Nord la percentuale si ferma al 36%. Nel più ottimistico degli scenari è certo che nel 2021 la spesa per i viaggi d’affari sarà inferiore a quella registrata nel 2019, sebbene siano dati in forte ripresa i budget per i meeting della forza vendita e per i viaggi utili a visitare i clienti già in portafoglio e quelli potenziali.

Il 2021 purtroppo non sarà molto diverso dal 2020, con la prevalenza di un turismo “leisure” molto domestico per lo meno fino alla fine del terzo trimestre, in attesa degli effetti che i vaccini avranno sulle prenotazioni dei viaggi internazionali, e una ripresa per il settore MICE (Meetings, Incentives, Conventions e Events) e del business travel che avrà invece un orizzonte più distante, anche se con effetti a medio termine forse più importanti rispetto ai viaggi di piacere.

Le prenotazioni – secondo le previsioni degli esperti – dovrebbero riprendere con un discreto ritmo a partire da metà/fine marzo, con vista sulla Pasqua e i ponti di primavera. La sensazione è che nei prossimi mesi (per tutto il 2021) si viaggerà ancora in modo limitato e a corto raggio, anche in relazione alla difficoltà di organizzare trasferte last minute verso mete lontane. La prossima estate del travel rischia insomma di essere molto italiana o al massimo mediterranea anche per chi viaggia per lavoro.