Quella volta, su un treno. Storie di svolte, perdite e riscoperte

Treni e rotaie che fanno da sfondo alla vita e ad esperienze vissute. Il “viaggio” come tema di un libro, che rispecchia anche quello che stiamo percorrendo in un tempo sospeso.

I testi di 44 autori, che rappresentano più città di Italia, sono stati raccolti in un’antologia biografica, curata da Roberto Scanarotti e Stefanie Risse, dal titolo “Quella volta, su un treno” (edito da Equinozi).

Il progetto è stato promosso dal Circolo di scrittura a distanza della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, in provincia di Arezzo.

Sono storie di incontri, svolte, perdite, scoperte e riscoperte che attraversano la storia del nostro Paese.

C’è anche tanto coraggio come nella storia scritta dalla giornalista fiorentina Gaia Simonetti, che racconta di come il treno sia stato luogo di incontro con una delle mamme del libro, Lettere senza confini.

Sono le lettere di mamme a figli e figlie che non ci sono più nate da un dolore immenso, che trovano un alleato nel coraggio.

“Le nostre parole diventano piccole carrozze di un treno che a volte va lento, altre volte più veloce, intraprende un nuovo viaggio da vivere”. Si legge in un estratto della storia di Gaia Simonetti tratto dal libro “Quella volta, su un treno”.

“Raccontare per condividere, scrivendo, può diventare esperienza appagante e lenitiva per chi scrive soprattutto in questo nuovo tempo- spiega Roberto Scanarotti – e generosa nei confronti di chi leggerà”.