In Serie A c’è chi guarda già alla prossima stagione

L’attuale stagione di Serie A è decisamente compromessa. Tutti i bookmaker sportivi, in prima fila il titolato bet2u, ritengono che si tornerà a giocare, da stabilire però tempi e modalità. Comunque vada lo stop forzato, inciderà sull’esito finale.

Tutto è cambiato, in un attimo sono crollate certezze, all’improvviso è nato un nuovo mondo. Anche il calcio è da reinventare. In questo scenario i presidenti di Serie A hanno le loro idee da portare avanti, ci sono temi importanti da affrontare. In casa Fiorentina tengono banco gli stipendi da pagare ma anche e soprattutto il futuro del club. A dovere gestire questa situazione imprevista si ritrova anche Rocco Commisso. L’italo americano è entrato nel calcio italiano proprio nel momento più difficile. Il patron gigliato ha parlato di quanto accade ai microfoni di Radio 24.

Commisso si dice favorevole alla decurtazione degli ingaggi dei calciatorori. “I giocatori sono il più grande costo, se i giocatori non fanno la loro parte si rovinano loro stessi, devono guardare a lungo termine. Forse altri club non potranno andare avanti senza aiuti dal sistema calcio e dal governo e anche con l’aiuto dei giocatori. Ho sempre parlato di infrastrutture, il calcio è un nostro patrimonio, il governo deve capirlo e deve lasciarci fare”.

“A Firenze non va bene. Abbiamo avuto dei casi di coronavirus fra giocatori e staff medico e tutto questo ha fatto sì che siamo tutti più vicini, più forti. Approfitto per dire grazie alla Giambelli Foundation – afferma il patron – la più grande donazione arrivata dall’America per Firenze. Sono italo-americani, come me, e sono veramente orgoglioso che arrivino altri soldi per dare una mano all’Italia. Come ho fatto io, e come hanno fatto tanti americani. Ci sono state oltre 2600 donatori, grazie a tutta la famiglia viola. E’ importante questa raccolta fondi, per aiutare tutti coloro che sono stati colpiti da questo virus, e per i medici. Grazie a tutti i dottori. Io sono in casa, da 3 settimane, con mia moglie e la mia famiglia. Così come tutti i fiorentini, ho mio figlio là, a Firenze e sono tutti chiusi in casa. Ma si lavora, per la Fiorentina e per il futuro del calcio”.

Il presidente guarda alla stagione 2019/20 ma anche e soprattutto al futuro. “C’è il desiderio dei giocatori di ricominciare perché questo è il loro lavoro e per il bene del calcio si dovrebbe finire la stagione. Ma prima viene la salute, dobbiamo essere sicuri che non ci siano rischi, la salute ha la precedenza sul business”. Secondo Commisso, se la ripresa dovesse slittare troppo in là, “non possiamo finire con il rovinare la stagione 2020-21. Bisogna pensare che il calcio è un investimento a lungo termine e guardare al futuro”. La cancellazione della stagione comporterebbe però perdite gravose. “In meno di 10 mesi ho investito nella Fiorentina oltre 300 milioni di euro e posso andare avanti perché ho alle spalle un’azienda che va bene come Mediacom ma non tutti sono nella mia situazione. Ci sono altri club italiani che non potranno andare avanti se non ci saranno aiuti dal sistema calcio, dal governo, dagli stessi giocatori”.