Università Popolare degli Studi di Milano: la cultura come elemento di coesione tra i popoli

Sabato 26 ottobre si è svolto l’evento culturale annuale universitario dell’Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale.

Tutto nacque con un sodalizio il 5 gennaio 1901 con lo scopo di “diffondere nelle classi popolari, con metodi moderni, l’istruzione scientifica, tecnica ed estetica, associata al concetto di civile educazione”.  Il fondatore fu Ettore Ferrari.  La seduta inaugurale fu al Teatro Olimpia, con l’intervento di Gabriele d’Annunzio. Si apriva un nuovo capitolo per la storia dei palazzi reali italiani. Con regio decreto Vittorio Emanuele III sanciva, all’indomani della prima guerra mondiale, la consegna di una parte dei beni della Corona al demanio dello Stato.

A oltre un secolo di distanza si intende ritornare a riflettere su questo tema nodale per comprendere storie, ragioni, vocazioni e attuali assetti del vasto patrimonio culturale e di eccellenze prodotto dal connubio cultura e divulgazione scientifica.

Il convegno è un’occasione per mettere a fuoco l’acceso dibattito, politico e intellettuale, che si sviluppò sulla apertura dell’Università a tutte le classi sociali in un complesso ingente e eterogeneo di momenti aggregativi e di alto livello intellettuale.

La Cultura universitaria come elemento propulsivo – dunque – di opportunità  e, nello specifico, della coesione tra i popo: questo è il messaggio che ha voluto dare l’Università Popolare di Milano accogliendo l’elemento cardine su cui ha ruotato un ricco programma di interventi.

Tra le persone che sono intervenute a questo appuntamento, oltre al Rettore Prof. Avv. Giovanni Neri, Il Prof. Avv. Gianluca Gambogi, il Prof. Adolfo Panfili, Preside di Facoltà all’Università di Arezzo, la Prof.ssa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia, il Prof. Antonio Felice Uricchio, il Prof. Marco Grappeggia, Presidente dell’Università, il Prof. Avv. Michele Miccoli – Docente di Diritto Penale Università Popolare degli Studi di Milano, la Prof.ssa Patrizia Tavasci – Università Popolare della Cultura Olistica di Monza.

L’intervento del Magnifico Rettore

Il rettore Prof. Neri ha voluto dare un taglio importante alla giornata, non solo per le eccellenze presenti in ogni campo (scientifico, storico, pedagogico) ma anche per la presenza degli allievi del corso. Future speranze di un mondo che deve vedere nell’Università un luogo di opportunità per crescere, creare unione (e non divisioni) e migliorare la vita sociale di milioni di persone. L’Università è internazionale, spiega il rettore, per due motivi: uno perché accoglie allievi da ogni paese e provenienza senza distinzione di etnia, religione o livello sociale; secondo perché è telematica: con le moderne tecnologie si sono abbattute le barriere che limitavano la formazione all’area geografica di prossimità estendendo i corsi a qualsiasi paese o regione anche molto lontana. I discenti sono quindi in grado di collegarsi con i docenti del corso dalla propria abitazione, o luogo di lavoro, in qualsiasi punto del globo siano residenti. Sicuramente uno dei vantaggi dell’uso delle moderne tecnologie infotelematiche.

 

Nel corso della mattinata hanno preso parte i docenti che hanno illustrato le loro ricerche sul alcuni dei seguenti temi: sociologia, giurisprudenza, economia.

Due di loro, il Prof. Avv. Michele Miccoli e la Prof.ssa Maria Gaia Pensieri hanno presentato il loro nuovo libro. “Hikikomori. Il nuovo male del secolo” scritto dal Prof. Miccoli insieme alla dr.ssa Simonetta Vernocchi.

L’evento è stato dedicato alla commemorazione del centenario di Gabriele D’Annunzio, cofondatore dell’Università Popolare di Milano e sul tema si sono confrontati diversi esponenti e rappresentanti delle istituzioni.

 

Il prof. Michele Miccoli ha presentato il suo libro: 

Il termine hikikomori – ha illustrato l’autore – significa isolarsi, «ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi, rinchiudendosi nella propria camera da letto, senza aver alcun tipo di contatto diretto con il mondo esterno». Si tratta di un fenomeno psico-sociale che si è diffuso tra gli adolescenti dapprima solo in Giappone, e negli ultimi 15 anni anche in Italia, rappresenta una condizione para-suicidaria che purtroppo talvolta conduce ad un suicidio a compimento. Il libro vuole offrire uno strumento di conoscenza sia per gli adulti che per i ragazzi, per far fronte a questa angosciante situazione in cui spesso si vengono a trovare le nostre famiglie senza neppure rendersene conto.

La prof.ssa Pensieri ha presentato invece il libro dal titolo “La falsa giustizia. La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli, scritto a quattro mani con il gen. Luciano Garofano e con Prefazione di Manfredi Mattei Filo Della Torre, e introduzione di Baldassare Lauria.

Nel libro – ha spiegato l’autrice – abbiamo riportato diversi casi di processi di revisione instaurati negli USA che alla loro conclusione hanno portato a scagionare i condannati a pene molto gravose, al carcere a vita o addirittura alla pena capitale.
I casi citati erano tutti accomunati da due elementi: proponevano l’analisi dei bitemark – segni di morso – presenti sulle vittime, e l’altro elemento in comune era sempre lo stesso consulente della Procura.
Ebbene durante i differenti processi di revisione emerse che il consulente non aveva nessuna specializzazione per dichiararsi esperto in questo campo specifico, e che la Procura si era affidata a lui giudicandolo esperto sulla base dei precedenti incarichi.