Carnevale di Putignano 2019 il più antico in Europa

Risale al 1394 il periodo delle scorrerie saracene. I tentativi di assalto si susseguono e la paura dei saccheggi inizia a popolare gli incubi di abitanti e governatori, al tempo, i Cavalieri di Malta. La costa pugliese va difesa ad iniziare dalle reliquie di Santo Stefano Protomartire, fino a quel momento conservate nell’abbazia di Monopoli. Putignano, perfetta per la sua posizione, viene scelta come meta del trasferimento. Il 26 dicembre 1394 le reliquie vengono traslate nella chiesa di Santa Maria la Greca, lì, dove tutt’oggi sono ancora custodite.

La storia si intreccia alla leggenda, il sacro al profano. Il racconto vuole che i contadini di Putignano impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, al passaggio della processione abbandonassero campi e lavoro per accodarsi festanti al corteo, ballando, cantando e improvvisando versi satirici in vernacolo. Nasce così la Festa delle Propaggini, quella che da 622 anni ogni 26 dicembre segna l’inizio del Carnevale più lungo di Italia nonché più antico di Europa: il Carnevale di Putignano.

Il Carnevale di Putignano: il ‘900

È solo nella prima metà del ‘900 che la maestranza artigianale del paese fa il suo ingresso da protagonista nel Carnevale di Putignano. I piccoli carretti sormontati da pupazzi di paglia e stracci, lasciano il posto ai primi carri allegorici dall’anima in ferro e il rivestimento di carta. La sfilata dei carri richiama l’intero paese e diverte tutti i ceti. Il Carnevale, non più appannaggio esclusivo dei contadini, è la festa di tutti.

Il trionfo della cartapesta si raggiunge negli anni ’50 con l’introduzione di innumerevoli tecniche lavorative. Al filo di ferro e alla carta di giornale inizia ad affiancarsi la lavorazione dell’argilla, facilmente reperibile in loco a basso costo.

Dal 26 dicembre al martedì grasso, è un susseguirsi di riti, tradizioni, sfilate e processioni. Il tutto in un continuo fondersi e alternarsi di sacro e profano. Si inizia il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano e delle Propaggini. Il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, iniziano gli appuntamenti del carnevale dai ritmi più sfrenati. Ogni giovedì mira a portare sul palco una storia e un gruppo sociale ben preciso. In un ordine immutabile si parte con i Monsignori, per poi continuare con i Preti, le Monache, i Vedovi, i Pazzi (i giovani non ancora sposati), le Donne sposate e alla fine i Cornuti (gli Uomini sposati), in un appuntamento curato dall’Accademia delle Corna, caratterizzato proprio dal goliardico rito del taglio della corna.

Di giovedì in giovedì, di tradizione in tradizione, di carro in carro, si arriva al martedì grasso, giorno di chiusura del Carnevale e del gran finale in notturna. I 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni scandiscono in modo ufficiale la fine dei bagordi e l’inizio della Quaresima.