Israele: la paradossale violenza di un Popolo Eletto
Israele, sotto la guida del premier Benjamin Netanyahu, ha lanciato l’operazione “Oscurità Eterna” contro il Libano, alimentando un conflitto già drammatico.
La situazione in Libano e Gaza è aggravata dall’Europa che continua a fornire armi, permettendo alle forze israeliane di agire con impunità.
È straziante pensare a chi, in attesa di un cessate il fuoco tra USA e Iran, ha intrapreso un viaggio verso casa, trovandosi invece nel mirino di attacchi devastanti.
Il quotidiano è permeato dal terrore, con esplosioni che minacciano non solo le vite, ma anche il diritto di una nazione a vivere in pace.
Le parole del Presidente Aoun, che denunciano aggressioni senza rispetto per i diritti e le norme internazionali, rispecchiano il grido di un popolo abbandonato dalla comunità internazionale. La distruzione di un cimitero durante un funerale e l’afflusso di ambulanze per i feriti non possono essere giustificati.
Oggi, il Libano è più di una notizia: è un’ulteriore ferita aperta nel mondo.
È paradossale che il leader di uno stato chiamato Israele costituito dal cosiddetto popolo eletto, la cui storia è segnata da immense sofferenze come l’Olocausto, si comporti in maniera così spregevole, perpetuando violenza invece di cercare la pace.
