28 Marzo 2026
Italia

L’Umbria protagonista: Giotto e san Francesco riportano in vita la rivoluzione del Trecento

L’Umbria sta vivendo un evento straordinario che fonde arte, storia e spiritualità: dal 14 marzo al 14 giugno 2026, la Galleria Nazionale dell’Umbria ospita la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi. Un’esposizione che non è solo un viaggio nella pittura medievale, ma un’immersione nella trasformazione radicale che segnò la cultura europea tra Duecento e Trecento, con protagonista il genio di Giotto di Bondone e il carisma universale di san Francesco d’Assisi.

La rassegna celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco, il patrono d’Italia, la cui figura continua a incarnare valori universali di carità, povertà e rispetto per la natura. Recentemente, il Governo italiano ha reintrodotto la Festa Nazionale del 4 ottobre, rafforzando il riconoscimento pubblico del ruolo storico e spirituale del poverello di Assisi. Mettere insieme Francesco e Giotto significa, nelle parole dei curatori, rendere tangibile “il senso di quella rivoluzione culturale che nel Trecento prende forma nel cuore dell’Umbria e si irradia in tutta Europa”. Se il santo riconosce la sacralità della natura e trasforma il rapporto dell’uomo con il creato, il pittore restituisce umanità al divino e inscrive l’eterno nel volto degli uomini.

“È congrua la scelta della parola rivoluzione nel suo significato più autentico, quello di ‘eterno ritorno’, di movimento circolare capace di far tornare un astro alla posizione originaria. Solo accogliendo questa prospettiva possiamo comprendere la portata delle opere esposte e l’eredità lasciata da San Francesco, che finalmente appartiene alla coscienza nazionale”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Fin dai primi giorni di apertura, l’iniziativa ha registrato un grande interesse di pubblico e critica, confermando la capacità della cultura umbra di attrarre visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo.

Un progetto di rilievo nazionale e internazionale

L’iniziativa, alla quale è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, è promossa dai Musei Nazionali di Perugia in collaborazione con numerose istituzioni: il Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi, il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, le Regione Umbria, la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco, la Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, l’Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria. Fondamentale anche il sostegno di partner privati come ARVEDI AST, Nestlé, e istituzioni finanziarie locali come Fondazione Perugia e le Casse di Risparmio di Terni, Narni e Foligno. La rassegna gode della collaborazione scientifica internazionale e dei media partner RAI Umbria.

Giotto: dal greco al moderno

La mostra racconta la felice congiuntura tra il carisma di Francesco e il genio di Giotto, che, alla fine del XIII secolo, segna la nascita dell’arte moderna. Prima di Giotto, la pittura europea era dominata dalla “maniera greca”, uno stile stilizzato e rigido, debitore della tradizione bizantina. Con Giotto, il linguaggio figurativo cambia radicalmente: le scene acquistano profondità spaziale, i corpi sono volumetrici e realistici, e le emozioni umane emergono con una nuova forza espressiva.

Il primo grande cantiere di Giotto fu la Basilica di San Francesco ad Assisi, dove papa Niccolò IV aveva avviato una stagione decorativa senza precedenti. Qui, il giovane pittore realizza le Storie di Isacco e la Legenda francescana, opere che sconvolgono la pittura precedente introducendo uno spazio misurabile e una corporeità palpabile.

In mostra, la fase giovanile di Giotto sarà rappresentata da oltre 60 opere, tra cui la Madonna di San Giorgio alla Costa (prestito della Diocesi di Firenze) e il Polittico della Badia Fiorentina (Gallerie degli Uffizi), che illustrano il percorso evolutivo del maestro verso la rappresentazione realistica. Accanto a Giotto, si potranno ammirare opere dei suoi primi seguaci umbri, tra cui il Maestro del Farneto, il Maestro della Croce di Gubbio e il Maestro di Cesi, con una sequenza di grandi croci dipinte che mostrano l’impatto del giottismo nel territorio.

Simone Martini e Pietro Lorenzetti: l’Umbria aperta al cosmopolitismo artistico

L’arrivo, nel secondo decennio del Trecento, di Simone Martini e Pietro Lorenzetti da Siena arricchisce ulteriormente il panorama artistico umbro. Martini porta l’eleganza raffinata dei suoi affreschi nella Cappella di San Martino, mentre Lorenzetti interviene nel transetto sinistro e nella Cappella di San Giovanni Battista con opere intense e dinamiche. I due artisti, insieme a Giotto, rappresentano i punti nodali della mostra, che include capolavori come la Madonna col Bambino dell’Opera del Duomo di Orvieto di Martini e la Madonna di Monticchiello di Lorenzetti.

Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, permette di seguire la straordinaria stagione artistica dell’Umbria, da Assisi a Perugia, da Spoleto a Montefalco, fino a Orvieto e Terni. La rassegna mette in luce anche maestri meno noti ma di grande fascino, spesso anonimi, come il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro di Cesi, Marino di Elemosina e Palmerino di Guido (l’Espressionista di Santa Chiara), collaboratori di Giotto.

La Basilica di San Francesco: cuore della mostra

Il percorso culmina nella Basilica di San Francesco ad Assisi e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento, dove i visitatori potranno ammirare il calice dell’orafo Guccio di Mannaia, donato da Niccolò IV, e rivivere l’esperienza spirituale e visiva pensata per i pellegrini medievali. Grazie a un video immersivo, la mostra ricostruisce la percezione originaria dei fedeli, immergendo il pubblico nell’atmosfera dei cantieri francescani.

La mostra non si limita però a documentare i grandi maestri: essa mira a far conoscere il patrimonio diffuso in tutta l’Umbria, incoraggiando un’esperienza culturale partecipativa che attraversa anche i centri più remoti. Un progetto parallelo, Il Cantico e il Creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità, offrirà itinerari guidati, laboratori creativi per bambini, conferenze storico-artistiche e percorsi immersivi nei luoghi francescani di Terni, Narni, Cesi, Montefalco, Stroncone, Lugnano in Teverina e Alviano.

Innovazione scientifica e restauri

La mostra rappresenta un contributo fondamentale allo studio della storia dell’arte medievale, grazie a ricostruzioni di complessi smembrati, presentazioni di opere mai esposte, restauri e indagini diagnostiche. La collaborazione scientifica internazionale include nomi di altissimo livello come Alessandro Bagnoli, Caroline Campbell, Laura Cavazzini, Donal Cooper, Andrea De Marchi, Gabriele Fattorini, Cecilia Frosinini, Francesca Pasut e Mirko Santanicchia.

Un catalogo curato da Silvana Editoriale accompagna l’esposizione, offrendo approfondimenti e strumenti critici per comprendere la portata di questa rivoluzione artistica, che segna il passaggio dall’arte medievale a quella moderna.

Un’esperienza che unisce arte e spiritualità

La mostra “Giotto e san Francesco” non è solo una celebrazione dell’arte, ma un’occasione per comprendere il rapporto tra uomo, divino e natura. Il dialogo tra pittura e spiritualità permea ogni sezione, permettendo di leggere la storia dell’Umbria del Trecento non come un periodo remoto, ma come un evento ancora capace di parlare al presente.

L’apertura al pubblico avviene tutti i giorni, dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo accesso alle 18.30. Biglietti e informazioni sono disponibili sul sito ufficiale della Galleria Nazionale dell’Umbria (https://gallerianazionaledellumbria.it) e via email a prenotagiotto@orologionetwork.it.

In definitiva, l’esposizione offre un’occasione unica: percorrere l’Umbria del Trecento attraverso le opere dei grandi maestri italiani, riscoprire la forza spirituale di san Francesco, comprendere la portata innovativa di Giotto e dei suoi contemporanei e avvicinarsi alla storia come esperienza viva, visiva e partecipativa. Un viaggio nel tempo e nello spazio che trasforma la visita in una vera esperienza sensoriale, emotiva e intellettuale.


Perugia, 14 marzo – 14 giugno 2026
Galleria Nazionale dell’Umbria
Corso Pietro Vannucci, 19

Orari: Lunedì – Domenica: 8.30 – 19.30 (ultimo accesso 18.30)
Biglietti e informazioni: https://gallerianazionaledellumbria.it | prenotagiotto@orologionetwork.it
App Musei Italiani