Ci sono attimi in cui la politica si dissolve: resta solo il dolore, il silenzio, l’umanità
(di Paolo Fedele)
Giorgia Meloni al funerale del piccolo Domenico , due anni.
Pochi passi, poche risate, un futuro spezzato.
La presidente non ha potuto trattenere le lacrime: prima del ruolo, prima del titolo, c’è una verità semplice, è una madre.
Davanti alla disperazione di mamma Patrizia ogni protocollo perde senso.
Non contano schieramenti né titoli: una madre si avvicina a un’altra madre e la stringe. Un gesto senza parole che pesa più di ogni discorso.
Perdere un figlio è una ferita che non dovrebbe esistere. I bambini dovrebbero crescere, correre, riempire le vite dei loro genitori di attese e sogni.
Domenico aveva solo due anni: due anni di amore enorme, due anni di futuro interrotto.
Nel silenzio del dolore non rimangono ruoli ma persone, una comunità che si raccoglie attorno a una madre distrutta.
Le lacrime della presidente raccontano questo: l’umanità che resta quando tutto il resto tace.
Nessun genitore dovrebbe mai dover salutare un figlio.
Addio, piccolo Domenico.
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