Essere un insegnante è una grande responsabilità in quanto, come l’origine del nome ci dice (tardo latino “in signare”), prevede la capacità di lasciare il segno, incidere un sapere nella mente di chi apprende.
Per la maggior parte della mia carriera, oltre che ricercatore, io mi considero soprattutto un insegnante e un mentore per molti giovani che incontro quotidianamente nelle aule o nel mio laboratorio.
Nonostante gli anni, è sempre una sensazione bellissima e gratificante, unita a un senso di orgoglio personale, ricevere un segno di apprezzamento dagli studenti alla fine dell’anno accademico.
Questo è uno di quei “premi” senza clamori che io amo di più, in quanto riconosce il mio impegno, la mia passione e la mia dedizione al successo di ognuno di loro!
Con profonda umiltà vorrei dire ai miei studenti che è proprio grazie a loro se oggi sono diventato “il migliore insegnante al mondo”!
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