14 Febbraio 2026
Culture

La sicurezza di uno stato.

La sicurezza di uno Stato mai come in questi ultimi tempi viene messa alla prova con continue “proteste” che sfociano in attacchi sistematici portando feriti, disordini e distruzione di beni pubblici e privati. Questo non è il manifestare liberamente e pacificamente che viene garantito dalla nostra Costituzione, in alcuni tratti si chiama eversione (Abbattimento o sovvertimento dell’ordine costituito e delle istituzioni che ne sono l’espressione, compiuto mediante atti rivoluzionari o terroristici) è terrorismo (l’uso illegittimo e sistematico della violenza “con attentati come ultimamente quelli nelle stazioni ferroviarie, sequestri, ecc.” per generare terrore nella popolazione, al fine di destabilizzare governi o società e costringere poteri pubblici o organizzazioni a compiere determinate azioni, perseguendo obiettivi politici, religiosi o ideologici. Non esiste una definizione unica e condivisa, ma si basa sull’intenzione di creare paura per ottenere un risultato politico attraverso atti criminali e violenti.
La sicurezza è la condizione, oggettiva o che viene percepita, di essere esenti dai pericoli, da rischi o minacce, garantendo tranquillità e protezione dei cittadini e dei beni. Deriva dal latino se-curus (senza preoccupazioni), implica l’adozioni di misure preventive per evitare danni.
La sicurezza di uno Stato è un concetto multidimensionale che va oltre la semplice difesa militare, comprendendo la stabilità sociale, economica, politica e digitale. Implica la sicurezza dell’interesse dello Stato-comunità alla propria integrità territoriale, alla propria indipendenza e alla propria sopravvivenza.
Si articola principalmente in due direttrici: la sicurezza esterna, volta a proteggere il territorio da aggressioni straniere con la difesa del territorio nazionale (terrestre, aereo e acqueo), e la sicurezza interna (o pubblica sicurezza), finalizzata a garantire la convivenza pacifica e il rispetto delle leggi all’interno della comunità (se queste leggi non vengono applicate si creano disordini,  caos, disagio, insicurezza).
Con i disordini, caos, disagio e insicurezza vengono meno le regole di convivenza pacifica e dove, ognuno non ha più regole questa si chiama anarchia (anarchia significa ” senza governo” (dal greco anarkhia) e si riferisce sia alla mancanza di autorità/potere centrale, sia a una situazione di caos e disordine (accezione comune), ma anche a una dottrina politica che propone una società basata su libera associazione e autogoverno rifiutando ogni gerarchia e Stato.  Assenza di ordine, governo, autorità. – è si dice “il Paese ormai è piombato nell’anarchia”).
I pilastri fondamentali della sicurezza statale moderna includono:
Difesa Nazionale: Gestita dalle Forze Armate (Esercito, Marina Militare Aeronautica e Carabinieri), mira a prevenire o respingere attacchi esterni tramite la deterrenza (più si hanno mezzi di deterrenza anche di tipo nucleare e più questa è efficace) o l’intervento bellico.

Ordine e Sicurezza Pubblica: Funzione che permette ai cittadini di vivere e agire liberamente per soddisfare i propri interessi, protetti da minacce interne come la criminalità o tentativi di eversione e terrorismo.

Sicurezza Cibernetica (Cybersecurity): Protezione delle infrastrutture critiche e dello spazio digitale nazionale da attacchi informatici, spionaggio e sabotaggio. In Italia, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale gioca un ruolo centrale in questo ambito.

Intelligence: Attività di raccolta e analisi di informazioni per scoprire minacce prima che si manifestino. In Italia, questo compito è affidato al Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, che include agenzie come AISI e AISE.

Resilienza Economica e delle Risorse: Controllo delle catene di approvvigionamento e delle risorse strategiche per garantire la continuità dello Stato anche in situazioni di crisi.

È utile distinguere tra security (protezione da minacce intenzionali e malevole come terrorismo o furti) e safety (prevenzione di danni non intenzionali come incidenti naturali o industriali), sebbene entrambi concorrano al benessere della nazione.