Un ricordo personale del prof. Cesare Ruperto, Presidente emerito della Corte Costituzionale
In più occasioni ho avuto modo di andarlo a trovare a casa sua. Sua sorella Giovanna ne era felice. Così come il Presidente, che trovava piacere a conversare con me (parole sue), e mi chiedeva di Francavilla, dove aveva origine la sua gene, e della quale conservava tanti ricordi familiari fino alla commozione. Quanti aneddoti! L’antico e affettuoso rapporto con il coetaneo prof. Barbina, con Gino Ruperto, Vittorio Torchia e con tanti altri, di Filadelfia e Francavilla. L’amicizia con il Presidente Ciampi. E poi le colline di Arcinazzo, il suo buon ritiro e il problema al piede che gli impediva di programmare le sue uscite. Ed ancora le poesie della moglie con il ricordo della bella presentazione del professore Angelo Galati che ne aveva saputo cogliere la profondità di pensiero. Ascoltavo, e non riuscivo, tanto ero preso dalle sue parole e dal tono confidenziale della sua voce, a comprendere fino in fondo quella mia presenza lì, nella sua casa. La fortuna di trovarmi davanti ad un uomo così importante che non aveva mai dimenticato le sue origini e ne conservava intatta l’umanità. Quella umanità di cui, da ragazzo, tante volte sentivo parlare nella mia famiglia a proposito di “don Cesarinuzzu Ruperto”, cui si ricorreva a Francavilla per la risoluzione dei problemi di qualunque natura. Raccontavo anch’io qualche voce, raccolta qua e là, e mi stupivo dell’attenzione che il Presidente mi riservava ma che veniva da un rapporto di amicizia molto forte che aveva con Mario mio fratello e favorita dal legame direi familiare e quotidiano con la cara sorella Giovanna. E fu, proprio per dare le condoglianze, per la dipartita di Giovanna, che lo salutai per l’ultima volta all’uscita dalla chiesa a Filadelfia. Riposi nell’armonia del Cielo, caro Presidente e grazie del privilegio della sua presenza tra noi.
Trovandomi a porgere un saluto di commiato al caro Presidente Ruperto, voglio riportare anche quello dell’Amministrazione comunale di Francavilla Angitola, da dove aveva origine la famiglia del Presidente Ruperto, che ha voluto ricordarlo con un comunicato che riporto perché esprime l’attaccamento di tutta la popolazione francavillese all’uomo ed al grande giurista che aveva legami profondi con le sue radici:
“Con la sua scomparsa -si legge- il Paese perde un giurista insigne, figura autorevole e rigorosa nei principi di libertà e giustizia, interpretati con grande passione e impegno come uomo delle Istituzioni e che ha saputo incarnare con tutto il suo prestigio. Francavilla, -prosegue il comunicato- da cui ha origine la sua famiglia, lo ricorda come cittadino onorario che ha mantenuto forte il legame affettivo con tutta la Comunità e fin dagli anni importanti della sua formazione giovanile. Da Presidente della Corte volle condividere la sua gioia per l’elezione tornando a Francavilla e nella vicina Filadelfia, dove si era trasferita la sua famiglia. Fu un gesto significativo, carico di semplicità e gratitudine, peraltro ricambiato dall’affetto sincero delle due comunità che si videro uniti a rendere omaggio all’illustre concittadino. Di lui resteranno le grandi opere giuridiche, su cui si sono formati generazioni di studenti, ma anche quel rigore morale con cui ha saputo servire le Istituzioni e il Paese.
L’Amministrazione comunale, -conclude il comunicato- insieme alla cittadinanza tutta, lo ricorderanno come parte di loro, uomo straordinario, di grande umanità, che ha onorato e reso orgogliosa la sua gente che ora si stringe alla famiglia e lo saluta con affetto e sincera gratitudine. Grazie Presidente Ruperto”.

